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Fa da badante alla madre, ma ruba i quadri di famiglia

I fratelli avevano creduto che la proposta di offrirsi come badante notturno della madre gravemente malata fosse un atto di generosita' per riparare alle migliaia di euro bruciate negli anni ai tavoli verdi e con signorine compiacenti dell'est Europa. In realta', a partire dallo scorso novembre, l'uomo, 65 anni, residente in un comune ai confini tra le province di Venezia e Treviso, di notte si sarebbe impossessato della collezione di quadri di famiglia - 53 opere di artisti del '900, tra cui Picasso, Guttuso e Guidi, del valore di 4 milioni di euro - sostituendola con delle copie, per vendere piu' agevolmente gli originali a varie gallerie del nord Italia.

I fratelli avevano creduto che la proposta di offrirsi come badante notturno della madre gravemente malata fosse un atto di generosita’ per riparare alle migliaia di euro bruciate negli anni ai tavoli verdi e con signorine compiacenti dell’est Europa. In realta’, a partire dallo scorso novembre, l’uomo, 65 anni, residente in un comune ai confini tra le province di Venezia e Treviso, di notte si sarebbe impossessato della collezione di quadri di famiglia – 53 opere di artisti del ‘900, tra cui Picasso, Guttuso e Guidi, del valore di 4 milioni di euro – sostituendola con delle copie, per vendere piu’ agevolmente gli originali a varie gallerie del nord Italia.

Il tutto per alimentare la sua incontenibile passione per i Casino’, che lo aveva gia’ portato a dar fondo all’eredita’ paterna. E’ stato uno dei quattro fratelli dell’accanito giocatore, di cui non e’ stato reso noto il nome, a mettere inconsapevolmente gli agenti della Polizia aeroportuale di Treviso, coordinati dal pm veneziano Giovanni Zorzi, sulle tracce del congiunto. Prima di partire per Londra l’uomo, un noto imprenditore del settore delle macchine industriali, si era confidato con gli agenti, raccontando tra le lacrime che poco dopo la morte della madre, avvenuta lo scorso maggio, un perito aveva giudicato delle volgari croste le opere custodite nella casa materna, pronte per essere concesse in prestito per una mostra. Le prime indagini hanno permesso di risalire agli artigiani che si erano occupati di creare le cornici per le copie e da questi all’uomo e alla rete di gallerie con le quali aveva stabilito un contatto per la vendita delle opere. Un rapporto su cui sono ancora in corso accertamenti. Infine, e’ stata individuata gran parte degli ignari compratori. Ricostruendo i movimenti dell’uomo, indagato per furto aggravato, gli investigatori sono riusciti a trovare 43 quadri, 16 dei quali sono risultati gia’ venduti per 500 mila euro tra Padova, Vicenza, Torino, Milano, Udine e Pordenone. All’appello mancherebbero, tra le altre, alcune ceramiche di Picasso. E’ bastato poco per far scoprire ai poliziotti che durante la notte, anziche’ vegliare amorevolmente la madre moribonda, l’uomo avrebbe fotografato ogni singolo quadro per poi farsene fare una copia da un paio di falsari con cui era in contatto nella Repubblica Ceca e in Ungheria. Una volta appesi al muro i falsi, i quadri autentici hanno preso la strada del mercato dell’arte. L’uomo, sentito dagli investigatori, ha ammesso l’inganno, motivandolo con la necessita’ di reperire del denaro per finanziare i propri lussuosi passatempi. Salvo chiudersi in un mutismo assoluto di fronte alla richiesta di sapere dove sono finite tutte le opere mancanti.

Barbara Lucianelli

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