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Eschimesi erosi dal caldo denunciano Exxon

Mutuando il celebre 'senso di Smilla per la neve' di un recente romanzo danese di grande successo, si puo' pacificamente affermare che nel profondo nord dell'Alaska, dove sorge il piccolo paese di Kivalina, e' stato il senso della tribu' per il ghiaccio a portare gli eschimesi a denunciare i piu' grandi petrolieri del mondo. Grazie al loro “senso per il ghiaccio” hanno capito che e' per colpa loro - dei petrolieri - che Kivalina sta scivolando giorno dopo giorno in mare.

Mutuando il celebre ‘senso di Smilla per la neve’ di un recente romanzo danese di grande successo, si puo’ pacificamente affermare che nel profondo nord dell’Alaska, dove sorge il piccolo paese di Kivalina, e’ stato il senso della tribu’ per il ghiaccio a portare gli eschimesi a denunciare i piu’ grandi petrolieri del mondo. Grazie al loro “senso per il ghiaccio” hanno capito che e’ per colpa loro – dei petrolieri – che Kivalina sta scivolando giorno dopo giorno in mare.

Questo il senso della prima causa per global warming mai intentata negli Stati Uniti avente tra coloro che si definiscono vittime non un soggetto generalizzato ma un soggetto giuridicamente definito. I legali del villaggio di Kivalina, in cui vivono 390 persone, non sanno dire se il ‘surriscaldamento del pianeta’ sia configurabile in una precisa categoria di reato oppure no. Tuttavia sanno definire nel dettaglio quali sono i danni riportati dagli abitanti di Kivalina e per questo – appoggiati da due importanti organizzazioni non profit come il Native American Rights Fund e il Center on Race, Poverty & the Environment – hanno fatto causa per ‘global warming’ niente meno cha a Exxon, Shell, BP e altre compagnie. Sostengono che e’ colpa loro se il ghiaccio di Kavalina si sta sciogliendo. La tesi giuridica degli avvocati e’ semplice: e’ soprattutto a causa delle emissioni causate dal petrolio – dicono – che il pianeta si sta riscaldando; dunque e’ a causa dei petrolieri se i ghiacci dell’Artico si stanno sciogliendo. I danni, di portata tale da mettere a rischio la vita stessa dell’isola, a Kavalina sono accertabili e dimostrabili. Kivalina sorge su un’isola di terra e ghiaccio lunga una decina di chilometri compresa tra il mare di Chukchi e il Kivalina River. Quell’isola nel corso dei secoli e’ sempre stata circondata dal mare ghiacciato e sono quei ghiacci che le hanno garantito protezione e vita. Perche’ e’ tra quei ghiacci che gli eschimesi da secoli pescano i loro salmoni o cacciano i loro caribou, in un equilibrio uomo-natura immutato da sempre. Senonche’ quell’equilibrio e’ saltato, e la prima conseguenza e’ che Kivalina sta letteralmente scivolando in mare. “Da noi in genere il mare comincia a ghiacciare in ottobre, ma oggi ci ritroviamo con ampi tratti di mare aperto fino a dicembre, e in questo modo la nostra isola non e’ protetta dalle tempeste” ha spiegato l’amministratore della piccola citta’, Janet Mitchell. “L’isola e’ molto piu’ esposta alle tempeste e abbiamo riscontrato un’erosione sempre piu’ accelerata a causa della perdita di ghiaccio marino”. Tutta colpa del ‘global warming’. Per questo, appoggiati dalle potenti organizzazioni non-profit, i legali di Kavalina sono volati a San Francisco, dove hanno sede legale alcune delle piu’ importanti compagnie petrolifere d’America, e le hanno denunciate alla Corte federale, accusandole di essere la causa dei danni riportati dagli esquimesi del villaggio. Secondo il procuratore Matt Pawa si tratta della prima causa per global warming mai intentata in America avente “una vittima distintamente identificabile’.

Barbara Lucianelli

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