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Erba, ergastolo per Rosa e Olindo

I giudici della Corte d'Assise di Como presieduta da Alessandro Bianchi hanno condannato all'ergastolo i coniugi Romano, Olindo e Rosa Bazzi, per la strage di Erba. Per loro la sentenza prevede anche l'isolamento diurno per tre anni, il massimo della pena prevista dal nostro ordinamento. Una condanna che soddisfa in pieno le richeste dell'accusa.

I giudici della Corte d’Assise di Como presieduta da Alessandro Bianchi hanno condannato all’ergastolo i coniugi Romano, Olindo e Rosa Bazzi, per la strage di Erba. Per loro la sentenza prevede anche l’isolamento diurno per tre anni, il massimo della pena prevista dal nostro ordinamento. Una condanna che soddisfa in pieno le richeste dell’accusa.

 

IL FAX – L’ultima udienza si era aperta con un colpo di scena. Il pubblico ministero, Massimo Astori, ha riferito di un fax proveniente dalla Casa circondariale di Vigevano, dove è detenuto Azouz Marzouk, marito, padre e genero di tre delle quattro vittime. Il documento rende noto un colloquio della parte lesa con la Polizia penitenziaria nel quale Marzouk avrebbe espresso la volontà di manifestare i propri «dubbi» sulla ricostruzione dei fatti. La circostanza è frutto, secondo il fax, della visita di uno sconosciuto ai familiari di Marzouk in Tunisia durante la quale questa persona avrebbe detto che i responsabili non sono gli attuali imputati.

IN AULA – Chiamato in aula, Marzouk ha precisato di non avere dubbi sulla colpevolezza di Olindo Romano e Rosa Bazzi, ma ha confermato la visita dello sconosciuto alla sua famiglia. «Sono solo preoccupato per i miei genitori – ha detto il tunisino. – Ho chiesto al mio avvocato di andare da loro per tranquillizzarli. Mia mamma mi ha detto al telefono di avere paura». Mazouz sarebbe venuto a conoscenza dell’incontro in una telefonata alla famiglia il 18 novembre, dunque prima dell’udienza di mercoledì scorso in cui ha chiesto per i due coniugi «l’ergastolo senza Dio».

«AZOUZ VUOLE RITARDARE L’ESPULSIONE» – Il sospetto del pm, però, è che Azouz voglia «ritardare l’espulsione»». È stato proprio Astori ad arrestare Azouz per spaccio di droga. Un’accusa che gli costa 13 mesi di carcere e l’espulsione, prevista il primo gennaio prossimo. Le dichiarazioni del tunisino non cambiano le carte in tavola, secondo l’accusa. La persona che avrebbe parlato con i suoi genitori «non è identificato né identificabile – ha spiegato Astori – Le sue parole non portano nessun contributo probatorio, insinua i dubbi ma non fornisce una versione alternativa». E in effetti sono state tutte respinte le richieste della difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, che intendeva sentire alcuni testimoni in ordine a i dubbi di Azouz. La Corte ha giudicato «evanescenti e prive di spunti investigativi» le dichiarazioni del tunisino e ritenendo «non assolutamente necessarie» le prove chieste dalla difesa le ha rigettate.

OLINDO – Poi, in aula, ha parlato Olindo Romano. «Ribadisco la nostra innocenza, e vorrei esprimere con Rosa il nostro sincero dispiacere per le persone che sono morte e per i loro familiari» ha dichiarato. A quel punto, Carlo Castagna, padre, marito e nonno di tre delle vittime, ha urlato: «Vergogna, assassini». I suoi due figli hanno aggiunto: «Basta!».

 Barbara Lucianelli

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