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Epidemia api, scoperto antivirale

La grave epidemia che sta decimando le api in tutto il mondo potrebbe presto essere tamponata da un nuovo agente antivirale, il Remebee, sviluppato da una compagnia israelo-americana (Beelogics) e testato in via sperimentale a marzo, in Florida, su sessanta alveari.

La grave epidemia che sta decimando le api in tutto il mondo potrebbe presto essere tamponata da un nuovo agente antivirale, il Remebee, sviluppato da una compagnia israelo-americana (Beelogics) e testato in via sperimentale a marzo, in Florida, su sessanta alveari.

A partire da questo mese e fino a febbraio 2009 – secondo quanto riporta Israel 21c, organizzazione no profit americana – la sperimentazione sara’ estesa, grazie alla collaborazione del Dipartimento di Agricoltura degli Usa, di istituti di ricerca e delle associazioni di apicoltori, a 100mila alveari in tutti gli Usa. Le cause della grave moria di api, a cui e’ stato dato il nome di Colony Collapse Disorder (Ccd), sono ancora ignote, ma i danni che sta facendo registrare a livello mondiale sono tristemente evidenti: “non si tratta piu’ di un problema circoscritto alle api e al miele – afferma il presidente della Beelogics, Eyal Ben-Chanoch -. Qui si parla di sicurezza alimentare, perche’ senza l’impollinazione delle api molte colture rischiano di scomparire”. Solo negli Usa i danni economici provocati all’agricoltura sono stati stimati in 15 miliardi di dollari, ma simili perdite si registrano in tutto il mondo, Italia compresa. L’agente antivirale sviluppato dalla compagnia prende le mosse dall’Israeli Acute Paralysis Virus (Iapv), un virus identificato nel 2004 alla Hebrew University di Gerusalemme, che sembra strettamente collegato al Ccd e che, secondo uno studio pubblicato su Science, potrebbe essere il primo indiziato di questa epidemia. L’Iapv provoca infatti un acuto tremore alle ali e porta gli insetti a morire lontano dalle loro colonie. La soluzione sviluppata dai ricercatori gioca sull’interferenza dell’Rna, un meccanismo mediante il quale alcuni frammenti di Rna a doppio filamento riescono ad interferire (e a spegnere) sull’espressione genica. Il Remebee dovrebbe garantire protezione dal virus Iapv e da altre malattie che colpiscono le api, sostiene la Beelogics, precisando che l’agente non e’ tossico e non lascia alcun residuo nel miele. I primi risultati in Florida sono stati piuttosto incoraggianti, ma bisognera’ attendere i dati della sperimentazione su larga scala di febbraio per poter trarre delle conclusioni definitive, anche perche’ proprio la stagione autunnale e invernale rende questi insetti piu’ vulnerabili.

Barbara Lucianelli

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