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Eluana, via alla procedura

Dovrebbe essere già iniziata la riduzione dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo da 17 anni che è stata ricoverata nella clinica "La Quiete" di Udine. La conferma arriva dall'avvocato Franca Alessio, curatrice di Eluana: «Penso che tutto si stia svolgendo come previsto: da stamattina, infatti, si era stabilito di procedere alla riduzione dell'alimentazione. Il protocollo prevede che dopo tre giorni cominci lo stop all'alimentazione - ha aggiunto il legale - i tre giorni sono passati e non intervenendo fatti nuovi si procede come previsto».

Dovrebbe essere già iniziata la riduzione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo da 17 anni che è stata ricoverata nella clinica “La Quiete” di Udine. La conferma arriva dall’avvocato Franca Alessio, curatrice di Eluana: «Penso che tutto si stia svolgendo come previsto: da stamattina, infatti, si era stabilito di procedere alla riduzione dell’alimentazione. Il protocollo prevede che dopo tre giorni cominci lo stop all’alimentazione – ha aggiunto il legale – i tre giorni sono passati e non intervenendo fatti nuovi si procede come previsto».

LA PROCURA – Nella serata di ieri, intanto, i carabinieri hanno acquisito la cartella clinica di Eluana: i militari sono stati inviati dalla Procura dopo il fascicolo aperto dai magistrati in seguito ad alcuni esposti firmati da avvocati secondo i quali nei confronti di Eluana si commetterà un omicidio. Ma la valutazione dei documenti e la possibilità di un sequestro preventivo della stanza della casa di riposo ‘La Quiete’ dove da martedì si trova ricoverata Eluana non sarà immediato. Lo si è appreso al palazzo di Giustizia del capoluogo friulano.

NESSUNO STOP – Secondo quanto riferisce il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda, inoltre, la Procura di Udine non sta svolgendo alcuna indagine o accertamento di qualunque natura sui contenuti della sentenza della Cassazione sulla vicenda di Eluana Englaro, che è passata in giudicato. «La magistratura del Distretto – ha spiegato – non attuerà alcuna iniziativa che possa eludere o ritardare la doverosa attuazione di quanto disposto dalla Cassazione». «Al vaglio della Procura di Udine non vi è alcuna ipotesi di sequestro preventivo della stanza dove si trova Eluana Englaro ed è necessario dire – ha aggiunto – che non vi è nessuna indagine sul contenuto della sentenza passata in giudicato, perché questo non è giuridicamente concepibile». «La magistratura del Distretto – ha riferito Deidda – è invece impegnata nel pieno rispetto delle norme costituzionali a garantire l’esecuzione delle sentenze passate in giudicato». Per quanto riguarda le indagini che la Procura di Udine ha disposto sulla vicenda di Eluana Englaro, esse riguardano esclusivamente i contenuti di alcuni esposti giunti nei giorni scorsi alla stessa Procura, alla Polizia e ai Carabinieri. Accertamenti e indagini sono stati pertanto disposti quali atti dovuti e, al momento – si è saputo da fonti giudiziarie friulane – riguardano atti non costituenti notizie di reato. La stessa Procura di Udine inoltre ha disposto verifiche e accertamenti per garantire la corrispondenza di quanto previsto nella casa di riposo “La Quiete” con le prescrizioni contenute nel decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana.

IL DECRETO – Nel frattempo, sembra tramontare l’ipotesi di un decreto del governo per impedire che si interrompa la nutrizione e l’idratazione di Eluana. Il Quirinale avrebbe espresso perplessità, e lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, si sarebbe opposto a un provvedimento del genere.

 

 

Francesco Licastro

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