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Eluana, Sacconi valuta idoneità clinica

Maurizio Sacconi non si arrende e fa sapere che il caso Englaro non è chiuso: il governo sta valutando l'idononeità della clinica "La Quiete" di Udine, dove Eluana è stata portata per effettuare il distacco del sondino, e le modalità del ricovero della giovane.

Maurizio Sacconi non si arrende e fa sapere che il caso Englaro non è chiuso: il governo sta valutando l’idononeità della clinica “La Quiete” di Udine, dove Eluana è stata portata per effettuare il distacco del sondino, e le modalità del ricovero della giovane. «Abbiamo chiesto alla Regione Friuli informazioni circa il grado di abilitazione di questa casa di riposo – ha detto il ministro del Welfare al Gr1 Rai – perché lo stesso ricovero sembra sia stato realizzato con un fine di accudimento. Mio dovere è quello di non girarmi dall’altra parte di fronte a un tema così grande e, nel dubbio, insisto nel prendere la posizione che ho già preso, anche a nome del governo».

LA CLINICA – Nella casa di riposo di Udine la prima notte è trascorsa nel silenzio, ma un’equipe sanitaria di volontari è pronta ad applicare il decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione. Medici, infermieri e amministratori della “Quiete” mantengono un silenzio totale sulla vicenda di Eluana, ricoverata in una camera al primo piano in attesa di essere trasferita al terzo piano, in una stanza più grande dove avverrà il progressivo distacco del sondino. La donna è costantemente seguita dal personale e la camera è sorvegliata 24 ore su 24 da una guardia giurata. Il protocollo messo a punto da medici e legali prevede che Eluana sia alimentata e idratata per tre giorni. Davanti alla casa di accoglienza martedì sera c’è stata una manifestazione dei radicali e dell’associazione “Luca Coscioni” per sollecitare una legge sul testamento biologico. Nel pomeriggio di mercoledì è previsto un sit-in dell’associazione Giovanni XXIII, che si oppone all’applicazione della sentenza.

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