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Eluana Englaro: eutanasia o accanimento terapeutico?

La storia. La vicenda di Eluana Englaro torna a riaccendere polemiche in Italia. Ripercorriamo brevemente la storia di questa giovane donna: Eluana nasce a Lecco il 25 novembre del 1970; tutto segue il corso di una vita comune, fin quando nel 1992, a seguito di un incidente stradale, la giovane donna entra in coma vegetativo persistente e viene assistita alla clinica Beato Talamoni di Lecco.

La storia. La vicenda di Eluana Englaro torna a riaccendere polemiche in Italia. Ripercorriamo brevemente la storia di questa giovane donna: Eluana nasce a Lecco il 25 novembre del 1970; tutto segue il corso di una vita comune, fin quando nel 1992, a seguito di un incidente stradale, la giovane donna entra in coma vegetativo persistente e viene assistita alla clinica Beato Talamoni di Lecco.

La Corte d’Appello Civile di Milano autorizza, attraverso un decreto depositato il 9 luglio2008, Beppino Englaro, in qualità di padre nonchè tutore di Eluana, ad interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzata che mantiene in vita la figlia. Il decreto, a seguito di un atto di indirizzo emanato dal Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, viene bloccato. Dopo un batti e ribatti giudiziario che coinvolge addirittura la Corte europea per i diritti dell’uomo –che respinge il ricorso- la vicenda si è conclusa il 26 gennaio 2009: il TAR accoglie il ricorso della famiglia Englaro contro la Regione Lombardia ed impone a questa stessa di rintracciare una struttura in cui dar corso alla sentenza della Corte di Cassazione.

 Il trasferimento. Dopo 17 anni di vita in uno stato comatoso che a tutto assomiglia tranne che alla vita stessa, Eluana viene trasferita il 3 febbraio 2009 ad Udine alla clinica La Quiete, dove presumibilmente sarà staccato il sondino che la tiene in vita.

La Chiesa. La polemica nel nostro paese si accende immediatamente: eutanasia o accanimento terapeutico? Monsignor Crociata afferma: “Interrompere alimentazione e idratazione è eutanasia. Ora è il momento di tacere. Chi crede, prega”. Così la Cei e il Vaticano si scagliano subito contro la decisione.

La politica. Mentre Gianfranco Fini afferma di non avere certezze su questo caso, se non quella di dover rispettare i genitori della ragazza e la loro decisione, Sacconi ha invece detto: “considero doveroso che società e istituzioni riflettano sul senso della vita e dalla morte, nel caso specifico di una persona che si trova in stato vegetativo, non è in una condizione di morte cerebrale tanto che nessuno ha ipotizzato l’espianto degli organi, che nell’attuale condizione non è sottoposta ad accanimento terapeutico ma piuttosto ad alimentazione e idratazione attraverso un sondino in quanto non è in grado di provvedere a se stessa”.

Giorgio Napolitano. Inoltre la parola finale sembra essere quella del nostro Capo dello stato Giorgio Napolitano che afferma “Tutto questo non ha nulla a che fare con l’eutanasia” e ancora “la Cassazione ha colmato un vuoto legislativo, il quale deve essere colmato in modo definitivo dal Parlamento” lasciando intendere che viste le difficoltà del caso Englaro, c’è la necessità di colmare un vuoto legislativo sul testamento biologico che regoli i momenti finali della vita.

 

Gianmarco Delli Veneri 

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