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Dagli italiani sì ai farmaci nei supermercati

Gli italiani promuovono il servizio sanitario nazionale per quanto riguarda la copertura pubblica per i farmaci, anche se non in tutte le regioni, e il 69% è favorevole alla vendita dei medicinali anche nei supermercati. Il dato emerge dall'indagine del Censis su «Italiani e salute '30 anni di ricerca biomedica e di lotta alle malattie», presentata mercoledì 15 ottobre nell'ambito delle attività del «Forum per la ricerca biomedica». 

Gli italiani promuovono il servizio sanitario nazionale per quanto riguarda la copertura pubblica per i farmaci, anche se non in tutte le regioni, e il 69% è favorevole alla vendita dei medicinali anche nei supermercati. Il dato emerge dall’indagine del Censis su «Italiani e salute ’30 anni di ricerca biomedica e di lotta alle malattie», presentata mercoledì 15 ottobre nell’ambito delle attività del «Forum per la ricerca biomedica». 

SODDISFAZIONE PER LA COPERTURA FARMACEUTICA – Gli italiani, secondo l’indagine realizzata su un campione di mille cittadini, sono dunque soddisfatti della copertura farmaceutica pubblica: il 61% ritiene infatti sufficiente la disponibilità di farmaci mutuabili rispetto alle proprie esigenze di salute. La percentuale, però, cambia a seconda delle regioni: si passa dal 60% nel Nord al 78% nel Centro Italia, per arrivare al 49% al Sud. Italiani anche consapevoli della necessità, in alcuni casi, dei ticket: il Censis definisce infatti «notevole» la maturità espressa dai cittadini relativamente ad uno strumento di gestione della domanda di farmaci come appunto è il ticket. Oltre il 40% del campione percepisce infatti il ticket come uno strumento necessario per limitare l’acquisto di farmaci (per il 30% è invece inutile e per il 29% ha un carattere iniquo).

FIDUCIA NEL FARMACISTA MA BENE IL SUPERMARKET- Dall’indagine emerge anche una grande fedeltà dei cittadini verso la farmacia di fiducia (il 67% si rivolge alla stessa farmacia). Il farmacista (77%) segue il medico di medicina generale (97%) come soggetto che deve dare informazioni. Fiducia nel farmacista, dunque, ma senza preclusione rispetto all’evoluzione delle modalità distributive: oltre il 69% degli italiani è infatti favorevole alla possibilità di vendere i farmaci in luoghi diversi dalle farmacie, anche se per il 56,6% la vendita deve avvenire sempre e comunque in presenza di un farmacista.

MOLTI «FARMACODIPENDENTI» PER ANSIA – Secondo l’indagine, d’altra parte, per l’80% degli italiani si consumano troppi farmaci rispetto al necessario e il 27,7% conosce persone farmacodipendenti (-8% rispetto al 2002) e per il 74,7% di essi la responsabilità della farmaco-dipendenza è delle paure e delle ansie piuttosto che della leggerezza prescrittiva dei medici o del bisogno indotto creato dalle industrie farmaceutiche.

AUMENTA L’AUTOCURA – La ricerca del Censis puntualizza anche un sempre maggiore ricorso all’autocura per le patologie lievi anche se riduce la quota di italiani che individua nelle abitudini e nello stile di vita i fattori che promuovono la buona salute (-9,1% rispetto al 1987 e -21,6% rispetto al 1998). È come se, è l’analisi del Censis, «l’onda dei ministri della salute schierati apertamente nella battaglia contro il fumo e a favore della diffusione di stili di vita salutari, anche attraverso martellanti campagne, sia in pieno rallentamento».

PAURA PER L’INQUINAMENTO – Cresce poi «la paura per l’inquinamento, per i suoi effetti sulla salute e nell’insorgenza delle patologie». Aumenta dunque in modo «significativo» il richiamo alle condizioni ambientali rispetto alla salute: sono indicate dal 22,2% degli intervistati, +10% rispetto al 1998.

GENETICA PER FIGLI PIÙ BELLI – L’indagine Censis svela, infine, anche che l’ingegneria genetica per avere figli più «bellì e con performance migliori» è un obiettivo al quale punta un italiano su dieci, anche se la maggioranza, ovvero il 66%, dice sì a questa frontiera della ricerca medica solo a patto che sia volta ad uno scopo esclusivamente terapeutico. Dalle innovazioni tecnologiche, rileva il Censis, «i cittadini si aspettano che incrementino la capacità della ricerca farmaceutica di rispondere alle esigenze terapeutiche. Infatti, un tema molto controverso come le biotecnologie è considerato in modo molto positivo dagli italiani, purché l’utilizzo di queste sia limitato all’ambito della salute».

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