Olanda: auto investe corteo della regina. Quattro morti, illesa la famiglia reale
30 aprile 2009
“Centralini di emergenza inefficienti”
2 maggio 2009
Mostra tutto

Crolla ponte sul Po, un solo ferito

Un'arcata del ponte ha ceduto è c'è stato il crollo. L'ondata di piena del Po potrebbe essere tra le cause del cedimento parziale del ponte sulla Statale 9 che collega Piacenza alla sponda lombarda, nel territorio di San Rocco al Porto (Lodi).

Un’arcata del ponte ha ceduto è c’è stato il crollo. L’ondata di piena del Po potrebbe essere tra le cause del cedimento parziale del ponte sulla Statale 9 che collega Piacenza alla sponda lombarda, nel territorio di San Rocco al Porto (Lodi). Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco sommozzatori che hanno soccorso almeno tre persone che si trovavano in alcune auto precipitate in acqua. Tuttavia, secondo l’Azienda regionale emergenza urgenza della Lombardia, non risulta alcun ferito grave. Il 118 di Lodi è intervenuto con un’automedica e tre mezzi di base: i soccorritori hanno accertato che due delle persone precipitate sono risultate illese e mentre una è rimasta ferita in forma non preoccupante ed è stata portata all’ospedale di Codogno.

AUTO NELLA GOLENA – Il disastro è avvenuto attorno alle 12.50. L’arcata, appoggiata su due piloni, ha ceduto da quello più interno all’alveo, appoggiandosi inclinata sulla sottostante golena, a qualche metro dell’alveo vero e proprio. In quel momento stavano transitando alcune vetture, tre delle quali sono come scivolate verso il basso, senza precipitare e, soprattutto, senza finire nella corrente di piena. «Non sappiamo ancora con certezza cosa sia successo: le campate del ponte sono cadute in acqua trascinandosi dietro le auto. I vigili del fuoco stanno verificando la presenza di eventuali dispersi» ha detto Maurizio Mainetti, responsabile del servizio gestione emergenze della Protezione Civile.

LA GRU INCASTRATA – Il cedimento ha interessato dunque il tratto che sovrasta la golena, non il letto del fiume. Nei paraggi è atterrato un elicottero del 118 e i vigili del fuoco hanno calato un’autoscala per raggiungere il ferito che era aggrappato a uno sportello di una delle tre auto precipitate. Sul ponte che ha ceduto erano stati di recente effettuati lavori di ristrutturazione. Non solo: nella giornata di mercoledì lo stesso viadotto era stato bloccato al traffico per oltre quattro ore per le conseguenze di un singolare incidente stradale, che però non sembra avere alcun nesso con il crollo: un autocarro che trasportava una gru, infatti, era rimasto incastrato con il sovrastante viadotto dell’autostrada Brescia-Cremona. Per la rimozione dei mezzi e per la valutazione di eventuali danni sulla struttura superiore erano occorse diverse ore di lavoro, con il traffico impazzito.

«COLPA DELLA PIENA» – Nella valutazione dell’incidente c’è pure la ricerca di eventuali nessi causali tra i lavori e il cedimento, anche alla luce del fatto che la piena appena passata, 7,51 metri, era pesante ma poco in confronto ai 10,50 metri del 2000. Secondo l’Anas, tuttavia, la causa di tutto sarebbe proprio l’ondata di piena. Il ponte, ha fatto sapere l’Anas, è stato chiuso al traffico e gli addetti dell’Anas sono intervenuti a deviare la circolazione in direzione Piacenza verso lo svincolo di Piacenza Nord dell’autostrada A1, mentre in direzione Milano verso lo svincolo Piacenza Sud. Il presidente Pietro Ciucci ha nominato una commissione per accertare le cause del cedimento nonchè individuare gli interventi necessari per rapido ripristino viabilità.

TRENI REGOLARI – Il traffico in tutta la zona ha ovviamente subito ripercussioni, con lunghe code e rallentamenti sulle altre strade su cui è stata deviata la circolazione. Trenitalia ha fatto invece sapere di non avere ricevuto alcuna disposizione dalla Protezione civile per il blocco del traffic sull’adiacente ponte ferroviario che collega il nord al sud. Quindi – si legge in una nota della compagnia ferroviaria – il traffico è regolare sia sulla vecchia linea che sulla nuova dell’Alta Velocità. I tecnici Fs – ha spiegato l’ufficio stampa di Ferrovie dello Stato – hanno verificato la regolarità della situazione infrastrutturale sia sul ponte della linea Tav che su quello della linea tradizionale, evidenziando che nessun danno è stato riportato dal cedimento del vicino ponte stradale.

SI PENSA A UN «PONTE BAILEY» – Intanto è al vaglio l’ipotesi della posa di un «Ponte Bailey», quello reso celebre dai film sulla seconda guerra mondiale con cui i genieri militari sostituivano i ponti distrutti, per risolvere in tempi brevi l’enorme problema di mobilità che ha creato il crollo. L’ipotesi è apparentemente ritenuta plausibile dai tecnici della Protezione civile dopo un sorvolo in elicottero della struttura crollata. Il responsabile della protezione civile dell’Emilia-Romagna, Demetrio Egidi, ha infatti detto all’Ansa che a occhio, dal cielo, i piloni del ponte crollato sembrano poter essere le basi d’appoggio di un ponte a elementi modulari metallici, così chiamato dal nome dell’ideatore, l’ingegnere britannico Donald Bailey. «Ovviamente se ne può parlare dopo le verifiche di stabilità. Se ci fosse l’ok, un ponte del genere potrebbe essere montato in un paio di mesi, comprese le verifiche». Fra l’altro proprio a Piacenza ha base il genio Pontieri, che in altre situazioni di protezione civile, anche se non di questa portata, ha montato rapidamente ponti Bailey. 

Susy Miraglia

Comments are closed.