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Croci celtiche sulle mura di Gragnano

GRAGNANO. Due grandi croci celtiche firmate da un fantomatico “Nucleo Trivione”, che rappresenta un quartiere di Gragnano. Le mura cittadine sono state di nuovo prese di mira dai nostalgici dell’era fascista. Oltre alle due croci celtiche, comparse in via Dei Sepolcri, nei pressi del cimitero cittadino, una grossa svastica è stata invece disegnata su un muro di via Tommaso Sorrentino.

GRAGNANO. Due grandi croci celtiche firmate da un fantomatico “Nucleo Trivione”, che rappresenta un quartiere di Gragnano. Le mura cittadine sono state di nuovo prese di mira dai nostalgici dell’era fascista. Oltre alle due croci celtiche, comparse in via Dei Sepolcri, nei pressi del cimitero cittadino, una grossa svastica è stata invece disegnata su un muro di via Tommaso Sorrentino.

L’episodio è avvenuto durante la notte, richiamando l’attenzione di decine di cittadini che hanno segnalato il caso ai vigili urbani che hanno avviato delle indagini sul caso. E’ probabile che tali episodi più che rappresentare la nascita di nuovi focolai nazifascisti, siano in realtà solo delle pesanti provocazioni. Bravate, istigazioni che comunque disegnano una situazione difficile soprattutto per i giovani, i maggiori indiziati per questi gesti. Attirare l’attenzione con argomenti sbagliati è comunque una vittoria ma che fa preoccupare la collettività. Che fa dolere il cuore ai cittadini che sanno bene cosa significa quella croce, quell’orrore vissuto a Gragnano e in tutti i comuni dell’area stabiese in prima persona, nei cantieri, nelle fabbriche, nelle strade. La vicenda ha creato delle profonde polemiche politiche. “Credo si tratti di un caso sporadico – afferma Giuseppe Cesarano, consigliere comunale della Sinistra Democratica -, anche se non è la prima volta che a Gragnano si verificano episodi del genere. Il nostro auspicio è che qualcuno intervenga rapidamente per mettere fine a questo fenomeno ed eventualmente per cancellare quanto prima questi disegni dalle mura comunali”. Sul caso è intervenuto anche Vincenzo Sorrentino, dirigente nazionale dei Verdi. “Il rinvenimento di svastiche desta profonda preoccupazione – afferma -, perchè sono inequivocabili simboli di morte ed evocano i fantasmi di un tetro passato non ancora sopito nella coscienza dell’umanità. In un mondo considerato sempre più villaggio globale multirazziale, fenomeni come razzismo, intolleranza, svastiche , teste rasate, sono anacronistici e contrari ad ogni logica di sviluppo . In una società lanciata verso mutamenti epocali – conclude – il razzista è l’anello più debole della catena sociale perchè la sua mente è troppo limitata per comprendere la grandezza e la potenzialità dell’uomo”.

FRANCESCO FUSCO

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