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Corteo anti-Gelmini: “Siamo un milione”

Dopo la conversione in legge del decreto Gelmini e le proteste spontanee degli studenti in molte città d'Italia, è il giorno dello sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil), Snals e Gilda. A Roma la grande manifestazione partita da piazza della Repubblica con studenti, insegnanti, famiglie. Secondo gli organizzatori i manifestanti sono un milione. Cortei e proteste anche in molte altre città italiane. Intanto sono tornati liberi senza obbligo di dirma, dopo la convalida degli arresti, i due giovani fermati mercoledì per gli scontri in piazza Navona. Yassir Goretz, 33 anni, di Rifondazione, e Michele Bauml, 19 anni, di Blocco Studentesco, sono stato giudicati per direttissima. Il primo è imputato di lesioni, per aver colpito un'agente mentre si divincolava e resistenza. Bauml soltanto di resistenza. Il processo per entrambi è fissato al 17 novembre.

Dopo la conversione in legge del decreto Gelmini e le proteste spontanee degli studenti in molte città d’Italia, è il giorno dello sciopero nazionale indetto dai sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil), Snals e Gilda. A Roma la grande manifestazione partita da piazza della Repubblica con studenti, insegnanti, famiglie. Secondo gli organizzatori i manifestanti sono un milione. Cortei e proteste anche in molte altre città italiane. Intanto sono tornati liberi senza obbligo di dirma, dopo la convalida degli arresti, i due giovani fermati mercoledì per gli scontri in piazza Navona. Yassir Goretz, 33 anni, di Rifondazione, e Michele Bauml, 19 anni, di Blocco Studentesco, sono stato giudicati per direttissima. Il primo è imputato di lesioni, per aver colpito un’agente mentre si divincolava e resistenza. Bauml soltanto di resistenza. Il processo per entrambi è fissato al 17 novembre.

VELTRONI IN TESTA – In testa al corteo, partito intorno alle 9.30, Walter Veltroni e Guglielmo Epifani. «Il governo ascolti la società e non trasformi questo movimento in un fatto politico» ha detto il leader del Pd. Epifani tiene il comizio finale in piazza del Popolo. «Sembra di essere tornati alle stagioni delle grandi manifestazioni sindacali. È davvero una giornata memorabile» ha detto. Il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha chiesto al governo di «riaprire un confronto con i sindacati, gli enti locali e le famiglie, perché la scuola non può essere diretta come una azienda». Anche Di Pietro alla manifestazione. «Non appena il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale insieme alle firme per l’abrogazione del lodo Alfano inizieremo anche un’altra raccolta di firme contro la riforma Gelmini. Giustizia e istruzione sono settori fondamentali per la democrazia» ha detto il leader Idv. Per il Pd hanno sfilato in corteo anche Anna Finocchiaro e Mariapia Garavaglia. «È una enorme manifestazione di popolo» ha detto il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero.

CORTEO DIVISO IN TRE – In apertura lo striscione «Uniti per la scuola di tutti». E poi tante bandiere e palloncini colorati. Studenti, insegnanti e dirigenti scolastici sono arrivati da tutta Italia con centinaia di pullman e treni speciali, nonostante il brutto tempo e la pioggia. Gli organizzatori hanno spiegato che il corteo si è diviso in tre parti «per ragioni di spazio», a causa dell’enorme afflusso di persone: il primo, quello dei sindacati, già in piazza del Popolo, il secondo degli universitari che sta sfilando in via Cavour verso via dei Fori Imperiali e un terzo alla Magliana, perché non riesce ad arrivare in centro. Alta l’adesione allo sciopero secondo i sindacati, con il 90% delle scuole pubbliche italiane chiuse.

SCUOLE ELEMENTARI – Tanti gli scolari delle scuole elementari e medie, accompagnati da insegnanti e genitori. «Mamme e papà non state a guardare, c’è la scuola da salvare» recita uno striscione; «Belli e brutti, la scuola è di tutti» ricordano sventolando un lenzuolone colorato gli alunni di una scuola elementare di Bologna, mentre il settimo circolo Montessori affida a un colorato cartello lo slogan «Con un popolo ignorante è più facile governare». Un secondo corteo è partito dall’università La Sapienza. «Siamo l’onda che vi travolge» si legge nello striscione degli universitari che scandiscono lo slogan «siamo tutti antifascisti». Giunto all’altezza di piazza dei Cinquecento, vicino alla stazione Termini, il corteo ha deviato per via Cavour, senza dirigersi quindi unirsi al corteo principale come era previsto. L’intenzione degli studenti è di raggiungere la sede del ministero dell’Istruzione in viale Trastevere. Al troncone del corteo si stanno unendo anche gli studenti delle scuole superiori e alcuni gruppi di universitari giunti da varie regioni.

PROBLEMI AL TRAFFICO – Il corteo attraversa via Emanuele Orlando, largo di Santa Susanna, piazza Barberini, via Sistina, Trinità dei Monti. Complice la violenta pioggia e i limiti alla circolazione, il traffico a Roma è particolarmente intenso con veri e propri ingorghi a ridosso del centro. Disagi sono previsti anche per il trasporto pubblico con la deviazione di 27 linee bus e la chiusura della fermata di piazza di Spagna. Dalle 10 chiusa anche la stazione Repubblica della linea A della metropolitana. Ventitre pullman provenienti dalla sola città di Siena sono fermi sul raccordo anulare e hanno deciso di inscenare una protesta sul luogo, vista l’impossibiità di arrivare in piazza del Popolo.

MILANO, A MIGLIAIA IN CENTRO– Sono migliaia gli studenti, gli insegnanti e i genitori delle scuole e delle università milanesi partiti prima delle 10 da Largo Cairoli. In testa al corteo ci sono i rappresentanti di Rete Scuole, accompagnati da bambini e genitori, con lo striscione: «Scuola pubblica a rischio di estinzione, proteggiamola». Subito dopo le organizzazioni sindacali con le loro bandiere e gli studenti medi guidati dal coordinamento dei collettivi con lo striscione «L’onda è anomala, imprevedibile e antirazzista». Gli alunni del liceo Artistico di Brera, truccati da clown, sfilano dietro uno striscione con la rappresentazione dell’«Ultima cena» di Leonardo da Vinci che recita «Che questa sia l’ultima». Tre studenti, inoltre, sostengono un altro striscione che riproduce il volto del ministro dell’Istruzione truccata da pagliaccio e con la scritta: «Il regime dei buffoni». Tra i partecipanti spunta anche il «santino» con l’effige del ministro Gelmini ribattezzata «Beata Ignoranza». Tra gli striscioni tutti rivolti contro il ministro dell’Istruzione, ne spicca uno: «Rimedio Enterogelmini. Attenzione: non somministrare in età scolastica».

PROTESTE IN TUTTA ITALIA – Gli universitari dell’Udu scendono in piazza per «rivendicare un sistema formativo pubblico e sul quale non si possono operare tagli così vistosi». Oltre a Milano e Roma gli studenti medi e universitari sono al fianco dei lavoratori anche ad Ancona, Cagliari, Catania, L’Aquila, Lecce, Palermo, Pavia e Torino. A Torino è partito da Palazzo Nuovo il corteo degli studenti universitari delle facoltà umanistiche. In piazza Arbarello incontreranno gli studenti delle scuole medie superiori e in cui confluiranno anche gli universitari di altre facoltà e del Politecnico. Sfilano anche i precari della ricerca. A Genova migliaia di studenti in corteo, presente anche il presidente della Regione Claudio Burlando. La protesta degli universitari e delle scuole superiori si è unita con quella delle scuole elementari e dei Cobas. I manifestanti hanno poi occupato i binari della stazione ferroviaria di Piazza Principe. A Bologna diverse migliaia di studenti medi e universitari si sono concentrati in piazza Nettuno e in piazza Maggiore. A Brescia i manifestanti hanno occupato la stazione ferroviaria fino alle 11.

ALTRE CITTÀ – In Sicilia si prevede un’adesione molto elevata allo sciopero da parte degli insegnanti. Secondo la Flc Cgil molti istituti sono rimasti chiusi a Palermo e provincia. A Palermo due i cortei: uno di docenti, personale scolastico e genitori e l’altro di studenti delle superiori e dell’università. Cortei anche a Messina, Reggio Calabria e Cagliari. Ancora manifestazioni a Napoli: tre istituti superiori sfilano a Portici, uno a Ischia, mille studenti ad Arzano. A Bari sono circa 2mila gli studenti di scuole superiori e universitari che stanno manifestando. La protesta odierna sarà seguita in diretta radiofonica a reti unificate con uno speciale promosso da RadUni, l’associazione nazionale degli operatori radiofonici degli atenei italiani.

 

Barbara Lucianelli

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