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Convalidato l’arresto per Bianchini lo stupratore inchiodato dal Dna

Un uomo dalla doppia vita: di giorno ragioniere contabile e militante del Pd, di notte stupratore seriale. Questa sarebbe la personalità di Luca Bianchini, l'uomo di 33 anni al quale è stato convalidato l'arresto con custodia cautelare in carcere. Il pubblico ministero Antonella Nespola ha fissato l'udienza in tribunale per lunedì.

Un uomo dalla doppia vita: di giorno ragioniere contabile e militante del Pd, di notte stupratore seriale. Questa sarebbe la personalità di Luca Bianchini, l’uomo di 33 anni al quale è stato convalidato l’arresto con custodia cautelare in carcere. Il pubblico ministero Antonella Nespola ha fissato l’udienza in tribunale per lunedì. Il maniaco ha colpito almeno tre volte alla periferia di Roma. Fermato nel quartiere di Cinecittà dove lavora e sottoposto a un interrogatorio negli uffici della Questura, Bianchini è stato incastrato dalla prova del Dna. L’uomo che ha negato tutto, è accusato di essere lo stupratore di almeno tre donne, una alla Bufalotta e due al quartiere Ardeatino, tutte aggredite in garage condominiali. Il suo Dna è compatibile con quello rilevato dalle tracce organiche che avevano macchiato gli abiti delle ultime tre vittime. Gli investigatori sono al lavoro su almeno altri 15 casi di aggressioni a sfondo sessuale.

INCASTRATO DAL DNA – La polizia è risalita a lui risentendo molte vittime di aggressioni avvenute molto tempo fa ma portate avanti con le stesse modalità delle ultime tre. Una sorta di gioco a scacchi, dove mossa dopo mossa ci si avvicinava sempre più alla pedina più importante. Importanti anche le testimonianze di decine e decine di abitanti delle zone dove lo stupratore seriale aveva agito. A inchiodare il violentatore, però, sarebbe il risultato positivo al test del Dna. È questa la «prova regina» contro Bianchini, ha sottolineato il questore di Roma, Giuseppe Caruso, in conferenza stampa. «E’ la fine di incubo» ha aggiunto il questore. Le indagini sono state condotte da Vittorio Rizzi, capo della squadra mobile di Roma, che ha spiegato come il fermato aveva una normale vita sentimentale e affettiva. «È fidanzato. – ha aggiunto -. A casa sua, però, sono state trovate alcune videocassette dai titoli ‘Ti stuprerò” e ‘Stupri dal vero”, dove ci sono soggetti sono che stuprano le donne. Scaricava da internet tutto quello che riguardava la storia dei seriali». Nel corso delle perquisizioni effettuate tra la sua casa e quella dei genitori, questi ultimi residenti a Tor Carbone, gli investigatori hanno trovato il coltello da cucina con cui si presume che aggredisse le sue vittime e il nastro adesivo, con cui copriva la bocca delle donne al momento dell’aggressione.

LUI NEGA, MA HA UN PRECEDENTE – Davanti agli uomini della squadra mobile, Bianchini nega qualsiasi addebito. «State sbagliando, avete preso un abbaglio» ha detto durante l’interrogatorio. Il sospetto, però, ha un precedente come tentato stupro: un’accusa che risale a quando aveva 19 anni. Un caso che fece scalpore nel ’96. L’uomo, allora quasi ventenne, cercò di violentare una sua vicina di casa intrufolandosi nell’appartamento con una scusa. Ma la reazione della donna e soprattutto di suo figlio di 10 anni, che si aggrappò con tutta la forza che aveva ai capelli di Bianchini, lo mise in fuga. Per questa vicenda, Bianchini fu però scagionato: il gip Antonio Trivellini lo ritenne incapace di intendere e di volere.

COORDINATORE DEL PD, SARA’ ESPULSO- Oltre a lavorare come ragioniere, Bianchini era iscritto all’università (a un passo dalla laurea in Giurisprudenza) ma soprattutto era, da circa un anno, coordinatore del circolo di Torino, una zona periferica molto vicina al quartiere Ardeatino dove vivono i genitori del ragazzo e dove sono stati commessi almeno due stupri. Una tessera subito ritirata: «In considerazione della gravità delle accuse, il Pd di Roma assumerà immediatamente nei confronti di questa persona un provvedimento di allontanamento ed espulsione dal partito» ha detto in una nota Riccardo Milana, coordinatore del Pd di Roma.

UNA DELLE VITTIME: «SONO SERENA E CONTENTA» – «Sono serena e contenta che sia stato preso, ma adesso la giustizia faccia il suo corso». A parlare è una delle tre vittime dello stupratore seriale che ha terrorizzato la Capitale negli ultimi mesi. «Non penso al fatto che si tratti di una persona apparentemente insospettabile come un qualsiasi conoscente – ha aggiunto la vittima a proposito dello stupratore – almeno cerco di non pensarci, altrimenti dovrei chiudermi in casa, ma non sarebbe giusto».

I COMPLIMENTI DI ALEMANNO – «Siamo grati al Questore di Roma e ai suoi uomini per avere risolto in tempi rapidi una inchiesta difficile che getta una luce nuova su tanti episodi di violenza sessuale nella nostra città». Lo afferma, in una nota, il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Infatti, sembra che siano numerosi gli stupri che – aggiunge – vengono attribuiti a questo mostro che è inchiodato da prove inequivocabili come il Dna. Non abbasseremo la guardia rispetto ai rischi di violenza sessuale e a tutti i pericoli che possono colpire le donne, ma da oggi Roma ha fatto un passo avanti importantissimo per la sua sicurezza e per la sua vivibilità». «Ringrazio Alemanno per i complimenti – ha precisato il questore Giuseppe Caruso – ma colgo l’occasione per dire che tutto ciò che riguarda la sicurezza è di competenza delle forze dell’ordine e della magistratura. E che è opportuno che la politica a 360 gradi, da destra a sinistra, non ci metta il cappello perchè non è cosa che compete a loro».

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