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Clima, via a campagna contro malattie “da riscaldamento”

Un lavoro di squadra per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute e la disponibilita' di cibo e acqua nel pianeta. L'azione concertata ha preso il via oggi a Roma, nella Giornata mondiale dell'alimentazione: Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao), Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) e Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) si sono incontrate per decidere azioni comuni volte a mitigare il piu' possibile tanto gli effetti negativi del riscaldamento globale, quanto le disparita' che potranno acuirsi tra Nord e Sud del mondo come all'interno dell'Europa.

Un lavoro di squadra per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute e la disponibilita’ di cibo e acqua nel pianeta. L’azione concertata ha preso il via oggi a Roma, nella Giornata mondiale dell’alimentazione: Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) e Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) si sono incontrate per decidere azioni comuni volte a mitigare il piu’ possibile tanto gli effetti negativi del riscaldamento globale, quanto le disparita’ che potranno acuirsi tra Nord e Sud del mondo come all’interno dell’Europa.

“Siamo gia’ al lavoro”, ha detto la responsabile della divisione su Cambiamento globale e salute dell’Oms, Bettina Menne. L’obiettivo e’ mettere i sistemi sanitari di ogni Paese in grado di affrontare con interventi appropriati le nuove situazioni che si potranno determinare, dalla comparsa di nuove malattie alle inondazioni. “Interventi che finora sono stati considerati marginali sono destinati a diventare centrali” e in alcuni casi sara’ anche necessario adattare l’organizzazione interna degli ospedali. Per il direttore della divisione Nutrizione e protezione dei consumatori della Fao, Ezzedine Boutrif, “la prima cosa da fare e’ cominciare a raccogliere dati reali e attivare sistemi di sorveglianza per affrontare il problema nel modo piu’ efficiente”. Anche il presidente del comitato scientifico dell’Efsa, Vittorio Silano, e’ convinto che siano necessari sistemi di raccolta dati e monitoraggio locale, soprattutto perche’ “il cambiamento climatico e’ un problema globale, ma produrra’ effetti diversi in territori diversi”. Ospite d’onore Giovanni Berlinguer, per il quale “i cambiamenti climatici in corso richiederanno l’adeguamento dei servizi sanitari”, ma soprattutto va attribuito alla salute “un valore intrinseco e non utilitaristico”. Ecco alcune delle trasformazioni che si prevede saranno causate dal cambiamento climatico:

TEMPERATURA: si calcola che in Europa potra’ aumentare fra 2,3 e 6 gradi per la fine del secolo.

POVERTA’: gli oltre 60 milioni di persone che nell’Europa dell’Est vivono in assoluta poverta’ potranno diventare piu’ numerosi per le trasformazioni dovute ai cambiamenti climatici. Secondo le stime, affrontare la nuova situazione potra’ costare fino al 5% del Prodotto interno lordo (Pil).

MENO RACCOLTI: la produzione agricola potra’ diminuire nei Paesi mediterranei, Europa Orientale e Asia centrale, dove la riduzione e’ valutata in circa il 30% per la meta’ del secolo.

NUOVE INFEZIONI: le temperature piu’ alte potranno favorire la circolazione di virus di origine animale trasmissibili all’uomo, come quelli di epatite E e febbre della Rift Valley; oppure di batteri come salmonella, yersinia, listeria e leptospirosi.

CIBO A RISCHIO: le temperature piu’ elevate possono favorire lo sviluppo di batteri negli alimenti, come la salmonella.

MENO ACQUA: le persone che vivono in zone povere di acqua potranno aumentare fra 16 e 44 milioni entro il 2080. In Italia sono a rischio Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

Susy Miraglia

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