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Cgil, il 33% delle scuole italiane non è a norma

Dal giugno 2005 i 42 mila edifici delle scuole statali italiani avrebbero dovuto essere messe tutti a norma, ma i dati dimostrano che il “cammino è ancora lungo e che le risorse fin qui stanziate sono insufficienti” e almeno un terzo necessita di manutenzione urgente. Lo rileva un rapporto Cgil, presentato dal Guglielmo Epifani al Governo.

Dal giugno 2005 i 42 mila edifici delle scuole statali italiani avrebbero dovuto essere messe tutti a norma, ma i dati dimostrano che il “cammino è ancora lungo e che le risorse fin qui stanziate sono insufficienti” e almeno un terzo necessita di manutenzione urgente. Lo rileva un rapporto Cgil, presentato dal Guglielmo Epifani al Governo.

– LE SCADENZE NON RISPETTATE: Le 10.761 scuole statali sono dislocate in 42.007 edifici ove studiano e lavorano oltre 9 milioni di persone. Secondo la legge 265 del 1999 proprietari degli immobili (comuni e province) dovevano mettere a norma gli edifici scolastici entro il 31 dicembre 2004; per effetto di un ulteriore intervento legislativo (Dl 266/2004) la data della messa a norma degli edifici scolastici venne prorogata al 31 dicembre 2005 e successivamente al 30 giugno per le sole opere di edilizia gia’ programmate e finanziate dalle Regioni.

– LO STATO DEGLI EDIFICI SCOLASTICI: Il 42% non possiede il certificato di agibilita’ statica; il 15% non ha gli impianti elettrici a norma; il 29% è privo del certificato di agibilita’ sanitaria; Il 46% non ha scale di sicurezza; il 14,9% non ha porte antipanico; il 47,81% non ha il certificato di prevenzione incendi; il 20% non ha effettuato prove di evacuazione.

 – LA MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE: il 33,12% necessitano di interventi di manutenzione urgente; Il 53,14% ha goduto nell’ultimo quinquennio di manutenzione straordinaria.

– IL 30% COSTRUITO PRIMA DEL 1940: Il 14,97% è stato costruito prima del 1900; l 15,99% tra il 1900 e il 1940; Il 37,84%  tra il 1940 e il 1974; Il 21,09% tra il 1974 e il 1990; Il 10,12% tra il 1990 e il 2006.

– ALTRE RISCHI TRA AMIANTO E TERREMOTI: l’11% è collocato in strutture nate con altre destinazioni d’uso; l’8,30% è in affitto; il 38,15% si trova in zone con rischio sismico; il 3,26% è soggetto a rischio vulcanico; nel 17,57% è stata certificata presenza di amianto; nel 1,62%% vi è il sospetto della presenza di amianto; l’8,93% ha subito bonifiche da amianto negli ultimi due anni; nello 8,07% è stata riscontrata la presenza di strutture con radon; il 15,72 sono ubicati vicino alle antenne emittenti radio tv; il 6,05% si trova in prossimita’ di elettrodotti ad alta tensione e bassa sezione; il 12,90% sono in prossimita’ di aree industriali; l’1,83% si trova vicino strutture militari; l’1,21% sono vicino ad aeroporti.

– LE RISORSE FINANZIARIE: La legge-quadro (23/96) sull’edilizia scolastica attribuisce a province e comuni in pratica tutte le competenze dalla costruzione all’arredamento e utenze. La legge prevede una partecipazione dello Stato attraverso l’assegnazione alle Regioni di finanziamenti erogati sotto forma di mutui con totale ammortamento a carico dello Stato, attribuiti attraverso piani triennali di programmazione.

– SONO STATI STANZIATI: – triennio 1996/1998: 1.569 mln di lire (456 – 522 – 591); – triennio 1999/2001: 1.395 mln di lire (385 – 398 – 612); – nel 2002 non sono state stanziate risorse; – nel terzo triennio 2003/2005 sono stati stanziati complessivi 461.916.248 euro (112.600.641 per il 2003 – 348.915.607 euro per il 2004; per l’anno 2005 non è previsto alcun finanziamento); – nella finanziaria 2006 non sono stati stanziati impegni di spesa per mutui quindicennali diretti a consentire il recupero del 2005 e l’avvio del quarto triennio 2006/2008; – nella finanziaria 2007, riparte il piano triennale 2007/2009 con la sottoscrizione dell’Intesa finalizzata all’attivazione del Patto per la sicurezza tra ministero, Regioni ed Enti locali. Il finanziamento triennale (250 mln) è dedicato alla messa in sicurezza e adeguamento a norma ed e0 interamente compartecipato, cosi’ da determinare nei tre anni uno sviluppo d’investimenti nel settore non inferiore a 750 mln euro. – nella proposta di finanziaria 2009 non è previsto nessun finanziamento relativo al piano triennale 2010/2012.

– INTERVENTI STRAORDINARI: tra interventi antisismici (194 mln) e abbattimento barriere architettoniche (100 mln), gli interventi straordinari sono ammontati a quasi 400 milioni. Inoltre, l’articolo 7 bis della legge Gelmini prevede un finanziamento di non inferiore al 5% delle risorse destinate alle opere di infrastrutture per le zone sismiche  da assegnare alle scuole collocate in quei territori.

Daniele Romano

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