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Caserta: arrestato il camorrista Setola

Due giorni in più. Tanto è durata la fuga di Giuseppe Setola, il camorrista che nella notte tra domenica e lunedì era riuscito a sfuggire alla cattura attraverso la fognatura dal suo covo a Trentola Ducenta. Il latitante è stato arrestato in una casa diroccata accanto alla clinica Villa Floria a Mignano Montelungo, in provincia di Caserta, dai militari dell'operazione «Strade sicure». Con lui c'erano due compagni di latitanza, anche loro arrestati.

Due giorni in più. Tanto è durata la fuga di Giuseppe Setola, il camorrista che nella notte tra domenica e lunedì era riuscito a sfuggire alla cattura attraverso la fognatura dal suo covo a Trentola Ducenta. Il latitante è stato arrestato in una casa diroccata accanto alla clinica Villa Floria a Mignano Montelungo, in provincia di Caserta, dai militari dell’operazione «Strade sicure». Con lui c’erano due compagni di latitanza, anche loro arrestati.

FUGA SUI TETTI – I carabinieri sono entrati prima nella casa di cura per identificare i presenti, poi hanno individuato il covo del latitante nella struttura fatiscente a fianco. Nel covo sono stati trovati un kalashnikov e altre armi. Setola ha un polso fratturato per la rocambolesca fuga attraverso i condotti fognari: nonostante questo all’arrivo dei carabinieri ha tentato la fuga sui tetti. Mercoledì mattina gli sono stati sequestrati beni per oltre 10 milioni di euro, altre ricchezze erano state messe ai sigilli il 29 settembre.

IL CLAN BIDOGNETTI – Giuseppe Setola, 38 anni, era inserito tra i trenta ricercati più pericolosi d’Italia e ritenuto il capo dell’ala stragista del clan Bidognetti, affiliato alla cosca dei Casalesi. È accusato di numerosi omicidi, tra cui l’agguato alla sartoria di Castelvolturno del 18 settembre, in cui furono uccisi sei immigrati del Ghana.

MARONI: «COLPO DURISSIMO» – Per la cattura di Setola, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha espresso «grandissima soddisfazione. È un colpo durissimo inferto alla camorra», ha detto il titolare del Viminale, che ha ringraziato la magistratura e le forze dell’ordine «che hanno lavorato intensamente per il conseguimento di questo importante risultato».

 Barbara Lucianelli 

 

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