Grazie agli stranieri l’Italia abbatte il muro dei 60 milioni
26 Febbraio 2009
Morte “sospetta” al San Leonardo, la magistratura apre un’inchiesta
27 Febbraio 2009
Mostra tutto

Beppino Englaro indagato per omicidio volontario

Una denuncia per omicidio volontario è stata inviata dall'associazione «Scienza e vita» alla Procura della Repubblica di Udine in relazione alla morte di Eluana Englaro, la donna deceduta il 9 febbraio scorso nella casa di riposo La Quiete del capoluogo friulano dopo 17 anni in stato vegetativo persistente.

Una denuncia per omicidio volontario è stata inviata dall’associazione «Scienza e vita» alla Procura della Repubblica di Udine in relazione alla morte di Eluana Englaro, la donna deceduta il 9 febbraio scorso nella casa di riposo La Quiete del capoluogo friulano dopo 17 anni in stato vegetativo persistente.

ATTO DOVUTO – In seguito alla denuncia – si è appreso in serata da fonti investigative friulane – il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, quale atto dovuto indaga nei riguardi di 14 persone, fra le quali il papà di Eluana, Beppino Englaro, l’anestesista Amato De Monte che ha guidato l’équipe medica che ha attuato il protocollo per il distacco del sondino della donna, e 12 componenti dell’associazione «Per Eluana». L’associazione aveva preso in carico la donna dalla clinica privata di Lecco, la notte del 2 febbraio scorso, per portarla alla casa di riposto «La Quiete» di Udine dove, sulla base del decreto della Corte d’appello di Milano, è stato attuato il protocollo per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione.

LE FOTO – Intanto giovedì c’è stato il secco «stop» al sequestro delle foto di Eluana Englaro nella stanza della casa di riposo La Quiete di Udine è arrivato dalla Procura della Repubblica di Trieste. Il sostituto Procuratore Federico Frezza ha deciso di non convalidare il sequestro delle foto (in tutto una settantina) scattate a Eluana, il giorno prima della morte, dal fotogiornalista Francesco Bruni che le aveva consegnate ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Udine, su richiesta degli stessi militari. Le foto erano state acquisite dai Carabinieri con un provvedimento di sequestro probatorio d’iniziativa della Polizia Giudiziaria e questo ha reso necessaria la convalida da parte della Procura di Trieste, competente per territorio perchè Bruni ha consegnato le immagini nella sede del Comando Provinciale del capoluogo giuliano. Il pm Frezza ha ritenuto «inesistente in radice» l’ipotesi di reato formulata dai Carabinieri (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità; art. 650 del Codice Penale) dal momento che, per lui, non esiste alcun provvedimento dell’autorità e il protocollo per l’interruzione di alimentazione e idratazione di Eluana è una scrittura privata.

Barbara Lucianelli

Comments are closed.