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Bellezza sotto inchiesta, blitz dei Nas nei solarium

Il mondo della bellezza e' nel mirino dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e delle procure italiane. Sono state 821 le ispezioni che i militari hanno condotto nei primi tre mesi di quest'anno in cliniche estetiche, esercizi estetici e istituti di estetica, riscontrando in tutto 49 infrazioni penali e 118 irregolarita' di tipo amministrativo. L'ultimo dato allarmante arriva dai solarium della provincia di Torino: su 50 esercizi controllati, in 20 comuni, 31 non erano in regola.

Il mondo della bellezza e’ nel mirino dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e delle procure italiane. Sono state 821 le ispezioni che i militari hanno condotto nei primi tre mesi di quest’anno in cliniche estetiche, esercizi estetici e istituti di estetica, riscontrando in tutto 49 infrazioni penali e 118 irregolarita’ di tipo amministrativo. L’ultimo dato allarmante arriva dai solarium della provincia di Torino: su 50 esercizi controllati, in 20 comuni, 31 non erano in regola.

Piu’ della meta’. A livello nazionale, in questi primi mesi del 2008, le persone segnalate alle autorita’ giudiziarie sono state in tutto 24, oltre a 62 segnalate a quelle amministrative. Sono state chiuse per motivi di salute pubblica 8 strutture e 5 sono state sottoposte a sequestro. Nell’indagine torinese, che riguarda solo i solarium, i Nas hanno presentato 13 proposte di chiusura e cinque sono state accolte. Hanno inoltre elevato 58 sanzioni amministrative per un totale di circa 35mila euro. In particolare, sono 14 le contestazioni mosse, a seconda dei casi, dai carabinieri torinesi, coordinati dal capitano Michele Tamponi, nell’ambito delle 58 sanzioni inflitte ai 31 solarium irregolari. Il maggior numero di sanzioni, 13, riguarda la mancanza delle schede individuali per cui il gestore non riportava la dose media di esposizione per seduta. Nove sono state inflitte per avere posto in vendita cosmetici privi delle indicazioni di legge (data scadenza, ingredienti, avvertenze in lingua italiana), mentre in sette casi sono state riscontrate carenze igienico strutturali. Contestata anche la fornitura di creme protettive o cosmetiche, l’assenza di un direttore tecnico, carenze igieniche, la non completezza dei registri di manutenzione periodica delle macchine, bidoni dei rifiuti non a norma, materiale monouso non regolamentare, esercizio dell’attivita’ di estetista senza qualifica, la mancanza di un piano di autocontrollo e il mancato aggiornamento delle schede dei clienti e la fornitura di una nota informativa. L’attivita’ dei carabinieri rientra in una particolare attenzione che la Procura di Torino ha da tempo nei confronti non solo dei solarium o dei centri estetici, ma anche degli stessi produttori di lampade solari. Nel gennaio di quest’anno il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha inviato corposi dossier dell’Arpa di Ivrea (Torino), che ha compiuto gli accertamenti su una ventina di aziende, al ministero della Sanita’ e all’Istituto superiore della sanita’ evidenziando le numerose carenze riscontrate in un centinaio di libretti d’uso. In particolare, per 46 tipi di lampade nei manuali non si indicano i valori di irraggiamento Uva e Uvb e i loro limiti di esposizione. Per altri 44 apparecchi i dati riportati nei manuali, se rispettati, portano a superare le dosi massime di assorbimento previste dalla normativa italiana. Conclusioni contestate dall’Assolarium, l’associazione italiana dei centri di abbronzatura.

Barbara Lucianelli

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