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Bankitalia: scuola inadeguata

Per migliorare il capitale umano del Paese sono necessari «interventi importanti» su scuola e università, che offrono un’istruzione «inadeguata». E' la diagnosi del vicedirettore generale di Bankitalia, Ignazio Visco: «Per la crescita la qualità del capitale umano è tanto importante quanto la sua quantità. Le principali indagini sui livelli di apprendimento nelle scuole italiane indicano chiaramente che questa è oggi una priorità per il nostro Paese. Il miglioramento della qualità del capitale umano - ha aggiunto - richiede quindi interventi importanti sulla scuola e sull’università».

Per migliorare il capitale umano del Paese sono necessari «interventi importanti» su scuola e università, che offrono un’istruzione «inadeguata». E’ la diagnosi del vicedirettore generale di Bankitalia, Ignazio Visco: «Per la crescita la qualità del capitale umano è tanto importante quanto la sua quantità. Le principali indagini sui livelli di apprendimento nelle scuole italiane indicano chiaramente che questa è oggi una priorità per il nostro Paese. Il miglioramento della qualità del capitale umano – ha aggiunto – richiede quindi interventi importanti sulla scuola e sull’università».

Visco, in una lezione alla riunione annuale della Società italiana degli economisti a Perugia, ha parlato di «incentivi che guidano l’apprendimento come l’attività di insegnamento» e di compensare «il merito là dove si manifesta», oltre che di «infrastrutture e ambienti scolastici adeguati e attraenti». In Italia, ha spiegato, «il livello medio di istruzione della popolazione è ancora basso, in quantità e in qualità, e inferiore a quello di quasi tutte le economie avanzate». A un’istruzione di bassa qualità le imprese reagirebbero, in condizioni di informazione imperfetta, con un’offerta generalizzata di bassi salari; questi sarebbero ritenuti insufficienti a compensare il costo di un ritardato ingresso nel mercato del lavoro, riducendo l’investimento in istruzione. Il rischio è di finire in un equilibrio di bassi salari, bassa accumulazione di capitale umano, possibile disoccupazione o sotto-occupazione di coloro che hanno livelli di istruzione più elevati. «L’attenzione al capitale umano e ai processi della sua formazione – ha concluso il vicedirettore – è ancora più cruciale in un contesto di crescente immigrazione».

LAVORARE PIU’ A LUNGO – Vincenzo Visco ha poi sottolineato l’importanza di lavorare di più, lavorare tutti e lavorare più a lungo, o sarà impossibile mantenere il benessere attuale, visto l’inesorabile invecchiamento della popolazione italiana nei prossimi decenni. «Il mantenimento e l’espansione del livello di vita raggiunto nel nostro Paese non può non richiedere che si lavori di più, in più e più a lungo. Nello stesso tempo, è necessario che si innalzi l’intensità del capitale umano e riprenda a crescere la produttività totale dei fattori», ha detto Visco. «È certamente necessario sfruttare appieno i margini ancora ampiamente inutilizzati dell’offerta di lavoro, in particolare nella componente femminile, e quelli che, per effetto dell’allungamento della speranza di vita e del miglioramento delle condizioni di salute in età più avanzate, si renderanno disponibili in futuro nei segmenti più anziani della popolazione, rimuovendo ad esempio vincoli quali quello di un’età di pensionamento prefissata e costante nel tempo”.

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