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Bancomat clonati, accertati otto casi nell’area stabiese – vesuviana

CASTELLAMMARE DI STABIA.  La banda dei clonatori delle carte di credito e dei bancomat colpisce anche nell’area stabiese - vesuviana. Almeno otto persone tra Castellammare, Torre Annunziata e Pompei sono infatti già state avvisate dalle rispettive banche che i loro bancomat sono stati clonati ed usati, quasi sempre nei loro comuni di residenza, con prelievi o acquisti anche consistenti, dell’importo complessivo di qualche decina di migliaia di euro.

CASTELLAMMARE DI STABIA.  La banda dei clonatori delle carte di credito e dei bancomat colpisce anche nell’area stabiese – vesuviana. Almeno otto persone tra Castellammare, Torre Annunziata e Pompei sono infatti già state avvisate dalle rispettive banche che i loro bancomat sono stati clonati ed usati, quasi sempre nei loro comuni di residenza, con prelievi o acquisti anche consistenti, dell’importo complessivo di qualche decina di migliaia di euro.

L’ultima denuncia risale appena alla scorsa settimana: a farla è stato un operaio torrese di 34 anni, il quale si è rivolto alle forze dell’ordine dopo aver scoperto che il suo conto in banca è stato prosciugato in meno di venti giorni. L’amara scoperta è avvenuta mercoledì sera quando il 34enne, presentando la carta di credito alla cassa di un supermercato, si è sentito rispondere che era impossibile effettuare il pagamento perché la carta risultava non abilitata per indisponibilità di denaro. Qualche giorno dopo il mistero è stato svelato: per circa due settimane qualcuno aveva praticamente vissuto con i suoi soldi, facendo quasi sempre spese nella zona di Torre Annunziata, Castellammare e dintorni, in alcuni dei principali negozi della città termale, ma non disdegnando neppure distributori di benzina e sportelli bancari di noti istituti di credito. Non è questo però l’unico caso. Analoghe situazioni si sono registrate infatti nell’ultimo mese anche a Pompei e a Boscoreale, dove diverse sono state le denunce presentate alle forze dell’ordine dai cittadini. Intanto alla luce degli ultimi eventi, sembra possibile che altre persone, ancora ignare, si trovino nella situazione dell’operaio oplontino e degli altri titolari di conti correnti che hanno denunciato di essere stati truffati. A tal proposito molti istituti bancari del territorio hanno rivolto un appello ai loro clienti, affinché controllino con regolarità gli estratti conto o gli ultimi movimenti effettuati. Intanto sono partite le indagini da parte delle forze dell’ordine e due sarebbero i sistemi di frode, quelli maggiormente utilizzati dai “clonatori”, a cui le indagini si stanno orientando. Il primo consiste nell’uso di microcamere che, collocate sopra gli sportelli bancomat, permettono di registrare i codici pin digitati dagli utenti. Il secondo utilizzerebbe invece un microchip, installato all’interno di un sistema di Pos (come quelli in uso negli esercizi commerciali), in grado di copiare i dati identificativi delle bande magnetiche presenti sulle carte di credito. Torna dunque l’allarme dei bancomat clonati che, questa volta, colpisce direttamente anche l’area stabiese – vesuviana. Per evitare di essere coinvolti in questa truffa gli inquirenti, comunque, invitano a prestare sempre la massima attenzione sia agli sportelli (verificando l’integrità della tastiera e della zona circostante la fessura per introdurre le tessere), sia nei negozi.

FRANCESCO FUSCO

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