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Auto con esplosivo a Reggio Calabria, un arresto

L'auto con armi ed esplosivo (Ansa)

I carabinieri hanno arrestato per favoreggiamento il carrozziere che ieri aveva denunciato il furto dell’auto sulla quale ieri – in occasione della visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – era stato trovato dell’esplosivo.

L’auto, secondo quanto si apprende, si trovava nell’officina del carrozziere da diversi giorni. L’uomo ne aveva denunciato il furto in mattinata, un’ora e mezza prima del ritrovamento. Gli investigatori ritengono che il carrozziere – persona considerata contigua alle cosche – avesse prestato la macchina per un’azione criminale che non avrebbe nulla a che vedere con la visita del capo dello Stato a Reggio.

L’auto sarebbe poi stata frettolosamente abbandonata perché la zona stava per essere sottoposta ai controlli per l’arrivo di Napolitano. Il proprietario dell’auto risulta al momento ignaro di quanto era accaduto al suo veicolo.

L’arrestato è Francesco Nocera, di 45 anni, presunto affiliato alla cosca Ficarra-Latella della ‘ndrangheta. Nocera e’ accusato di favoreggiamento personale con l’aggravante delle modalità mafiose. Secondo i carabinieri, a carico di Nocera è emerso un “quadro indiziario grave, univoco e concordante in ordine al reato di favoreggiamento personale aggravato”. In particolare, Nocera avrebbe omesso di riferire circostanze che avrebbero dato la possibilità di identificare le persone che avevano collocato l’auto con l’esplosivo.

CARABINIERI: AUTO PRONTA PER AZIONE ‘NDRANGHETA – Le armi e i due ordigni che erano sull’automobile trovata ieri dai carabinieri lungo una via distante circa 500 metri dal percorso seguito dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della sua visita a Reggio Calabria dovevano servire “per un’azione delittuosa di tipica matrice ‘ndranghetistica interrotta dalla consistente presenza di forze dell’ordine in quella zona”.

E’ quanto ha riferito il Comando provinciale di Reggio Calabria dei carabinieri. Sulla vettura, una Fiat Marea di colore nero, parcheggiata lungo via Ravagnese, sono state trovate armi (due pistole e due fucili) e due bombe dotate di miccia, insieme a due litri di gasolio, tre passamontagna e guanti in lattice. L’autovettura, aperta perché le sicure non erano inserite, con il finestrino lato guida abbassato di circa dieci centimetri, con i tergicristalli fermi in posizione intermedia e chiavi non inserite, era stata abbandonata, secondo gli investigatori, in maniera frettolosa in una zona ove sono operative cosche della ‘ndrangheta.

Le armi erano con il colpo in canna e gli ordigni erano pronti all’uso per un’azione delittuosa. Il furto dell’autovettura era stato denunciato lo stesso giorno da Francesco Nocera, titolare dell’officina Eurofficina. Nocera ha riferito nella denuncia, presentata presso gli uffici del comando Stazione Carabinieri di Reggio Calabria Rione Modena, di aver subito il furto del veicolo, nella stessa mattinata, dopo averlo parcheggiato in piazza Garibaldi. Oltre alla potenzialità delle armi rinvenute ed alle modalità del loro approntamento, a dare una chiara connotazione ‘ndranghetista della vicenda, riferiscono ancora i carabinieri, concorrono sia la personalita’ di Nocera, sia i suoi rapporti con esponenti della criminalità organizzata locale.

BONAIUTI: QUANTO ACCADUTO E’ INQUIETANTE – “Le indagini sono ancora in corso. Certo quello che è accaduto a Reggio Calabria è inquietante, perché fa seguito anche agli esplosivi che furono fatti esplodere davanti alla Procura giorni fa”. Così il sottosegretario alla Presidenza, Paolo Bonaiuti, commenta nel corso della rubrica di Sky Tg24 ‘Un caffe’ con…’ il ritrovamento, sul percorso che avrebbe dovuto compiere il presidente della Repubblica, di un auto con armi ed esplosivo. Bonaiuti spiega che ora “occorre aspettare lo sviluppo delle indagini”. Guardando infine all’impegno nella lotta contro il crimine organizzato, il sottosegretario ricorda come questo venga “combattuto dal nostro governo che ha fatto quanto nessun governo ha mai fatto prima. Otto esponenti della criminalità organizzata – ricorda – vengono arrestati ogni giorno. Oltre a questo, vengono confiscati e sequestrati beni” aggiungendo che comunque “dobbiamo intensificare, fare ancora di più”.

ALFANO: STATO NON SI FA INTIMIDIRE  – “Lo Stato non si farà intimidire, lo Stato c’é ed è forte, più di tutte le organizzazioni criminali messe insieme”. Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, a margine della riunione informale di ministri europei della Giustizia in corso a Toledo (Spagna), ha commentato il ritrovamento dell’auto con esplosivo ieri a Reggio Calabria, durante la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Hanno provato a spaventare la procura generale di Reggio – ha ricordato Alfano – e noi abbiamo inviato sei magistrati in più. E’ la risposta dello Stato che intende espiantare il cancro della ‘ndrangheta in Calabria con metodi risoluti e forti”. Proprio per questo, ha aggiunto, “stiamo per approvare un nuovo piano antimafia e lo faremo il 28 gennaio a Reggio Calabria”.

MISTERO SU MODALITA’ RITROVAMENTO  – C’é mistero sulle modalità di ritrovamento dell’automobile con armi ed esplosivo trovata ieri a Reggio Calabria nei pressi dell’aeroporto in coincidenza con la visita del Presidente della Repubblica. I carabinieri, infatti, hanno riferito che la vettura, parcheggiata a circa cinquecento metri dal percorso seguito dal corteo presidenziale, è stata trovata nel corso dei controlli effettuati in relazione alla visita dal Capo dello Stato. E’ stata una pattuglia in servizio nella zona a notare la vettura e ad ispezionarla, rinvenendovi l’esplosivo e le armi. Da fonti della Dda di Reggio Calabria, invece, si apprende che l’automobile è stata trovata grazie ad una segnalazione anonima giunta ai carabinieri. Ed in questo senso, riferiscono le stesse fonti, è significativo il fatto che l’informazione ai carabinieri sia giunta proprio il giorno della visita del Capo dello Stato. Una circostanza che viene interpretata con la volontà della criminalità organizzata di creare un clima di tensione in un giorno particolarmente importante a Reggio Calabria sul piano istituzionale.

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