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Arrestati a Bari due leader di Al Qaeda. “Volevano colpire Parigi”

Sono due dei presunti leader in Europa di una rete di supporto logistico di Al Qaida e per questo hanno ricevuto in carcere, dove già si trovavano da novembre per una vicenda di immigrazione clandestina, un mandato d'arresto della Digos e dell'antiterrorismo su disposizione dalla procura di Bari.

Sono due dei presunti leader in Europa di una rete di supporto logistico di Al Qaida e per questo hanno ricevuto in carcere, dove già si trovavano da novembre per una vicenda di immigrazione clandestina, un mandato d’arresto della Digos e dell’antiterrorismo su disposizione dalla procura di Bari. Gli arrestati – due cittadini francesi da tempo residenti in Belgio, Bassam Ayachi e Raphael Gendron – farebbero parte di una cellula che avrebbe progettato attentati terroristici in diversi Paesi e che avrebbe avuto a disposizione armi (soprattutto esplosivi) utili per combattere nelle zone di guerra e per predisporre gli attentati.

AEROPORTO NEL MIRINO – I due, secondo quanto risulta agli investigatori, avevano programmato un attentato all’aeroporto «Charles De Gaulle» di Parigi. Ma non era il loro unico obiettivo: secondo la polizia erano già state messe in cantiere alcune azioni in altre località della Francia e in Inghilterra. Tra le finalità dell’organizzazione terroristica di cui – secondo la procura di Bari – erano ai vertici i due arrestati c’e anche l’arruolamento e l’addestramento di soggetti disponibili a compiere azioni suicide o azioni combattenti in Iraq e Afghanistan.

PROSELITISMO VIA WEB – Le indagini hanno inoltre evidenziato che i due indagati facevano proselitismo e incitavano sistematicamente alla guerra santa, anche attraverso un’articolata rete informatica nella quale inserivano materiale di natura militare, documenti propagandistici, sermoni incitanti ad azioni violente ed al sacrificio personale in azioni suicide destinate a colpire il «nemico infedele». Il materiale in questione era in parte autoprodotto, in parte prodotto dal Global Islamic Media Front, struttura mediatica riconducibile – secondo le indagini – ad Al Qaeda.

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