Capri Art Film Festival, a giorni i nomi della giuria tecnica
25 Febbraio 2009
Panucci ci ripensa: scuse a tecnico e società
26 Febbraio 2009
Mostra tutto

Archiviazione per Saccà e Berlusconi, il pm “Distruggere le intercettazioni”

La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione del procedimento contro Silvio Berlusconi e Agostino Saccà per la vicenda delle intercettazioni su presunti favori nei confronti di alcune attrici e le presunte trattative per il passaggio all'opposizione di senatori della maggioranza che sosteneva il governo Prodi. Questa la motivazione: «Il quadro probatorio emerso al termine delle indagini e le conclusioni in fatto e in diritto effettuate hanno indotto questo ufficio a ritenere che gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l'accusa in un eventuale giudizio».

La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del procedimento contro Silvio Berlusconi e Agostino Saccà per la vicenda delle intercettazioni su presunti favori nei confronti di alcune attrici e le presunte trattative per il passaggio all’opposizione di senatori della maggioranza che sosteneva il governo Prodi. Questa la motivazione: «Il quadro probatorio emerso al termine delle indagini e le conclusioni in fatto e in diritto effettuate hanno indotto questo ufficio a ritenere che gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l’accusa in un eventuale giudizio».

DISTRUGGERE INTERCETTAZIONI – La Procura ha chiesto al gip di distruggere le intercettazioni e tutta la documentazione, anche in formato informatico, riferite al capitolo di inchiesta su Berlusconi e Saccà, ovvero le conversazioni tra i due, le conversazioni private fatte dagli indagati con terze persone, tra cui attrici e politici, non coinvolte nell’indagine e i colloqui di Berlusconi con altre persone e ragazze che orbitavano nel mondo dello spettacolo. Nel motivare la richiesta, i magistrati capitolini spiegano che «le conversazioni appaiono irrilevanti» e che c’è «necessità di assicurare il massimo della tutela possibile alla riservatezza dei soggetti coinvolti». Secondo i pm Angelantonio Racanelli e Sergio Colaiocco non ci sono le prove di un accordo corruttivo nella telefonata tra Berlusconi e Saccà del 6 luglio 2007, quando il primo dice al secondo «sai che poi ti ricambierò dall’altra parte quando tu sarai un libero imprenditore…». Nei verbali si spiega che Saccà ride e Berlusconi aggiunge «mi impegno a… eh, a darti un grande sostegno».

«NON C’È STATO DO UT DES» – «Non vi è certezza sull’esistenza di un do ut des. Lo stretto legame tra l’onorevole Berlusconi e Saccà, che emerge con l’evidenza dall’attività investigativa, era tale da consentire al primo di effettuare segnalazioni al secondo senza dover promettere o ottenere nulla in cambio – sostiene la Procura di Roma nella richiesta di archiviazione al gup -. Appare verosimile ritenere che l’attenzione prestata alle cortesie richieste, siano state occasionali o sistematiche, sia stata caratteristica di un rapporto asimmetrico nel quale, comunque, l’onorevole Berlusconi non aveva alcuna necessità di garantire indebite utilità per essere ascoltato e per ricevere favori da Saccà». Rispetto alla società che avrebbe dovuto creare Saccà, i magistrati spiegano che «anche l’analitico esame della vicenda relativa al cosiddetto progetto Pegasus non consente di individuare con precisione e con profili di concretezza una promessa da parte dell’onorevole Berlusconi, ma soprattutto non consente di stabilire, con elementi di certezza, un collegamento tra una partecipazione eventuale di società o di soggetti, collegati direttamente o indirettamente all’onorevole Berlusconi, al progetto Pegasus e le segnalazioni effettuate dallo stesso Berlusconi a Saccà in favore di varie attrici e i successivi interventi in tal senso da parte di Saccà».

ATTRICI RACCOMANDATE – Berlusconi era stato indagato per corruzione per aver raccomandato nel 2007 all’allora direttore di RaiFiction Saccà cinque attrici in cambio di sostegno finanziario, imprenditoriale e politico. I magistrati romani hanno chiesto di archiviare anche l’altro filone relativo a un presunto accordo corruttivo che legava la commercialista Stefania Tucci, il consulente finanziario Giuseppe Proietti e lo stesso Saccà per la presunta promessa di sostegno finanziario ed economico alla società Pegasus, istituita da quest’ultimo. Entrambi i capitoli di inchiesta erano stati aperti dal pm Vincenzo Piscitelli della Procura di Napoli e poi trasferiti nella capitale. Il gip di Napoli Luigi Giordano, che aveva accolto la richiesta dei legali di Berlusconi di dichiarare l’incompetenza territoriale dell’autorità giudiziaria napoletana, determinò anche la trasmissione delle intercettazioni alla Procura di Roma. Secondo i magistrati partenopei sarebbero cinque o sei le telefonate che proverebbero l’accusa di corruzione nei confronti del premier.

PROCEDIMENTO DISCIPLINARE – Parallelamente all’indagine della magistratura, la Rai ha aperto a dicembre 2007 un procedimento disciplinare a carico di Saccà, che a dicembre si è autosospeso da direttore di RaiFiction, per valutare le eventuali violazioni del codice etico aziendale. L’azienda intanto ha deciso la sospensione cautelare del dirigente: a giugno 2008 il giudice del lavoro ha ordinato il reintegro di Saccà alla direzione di RaiFiction, decisione impugnata dall’azienda e ribaltata a luglio dal tribunale del lavoro, che ha accolto il ricorso di Viale Mazzini. Sempre a luglio, al dirigente è arrivata una nuova contestazione disciplinare, basata su una nuova tranche di intercettazioni acquisite dalla Procura di Napoli. Nello stesso mese, il cda della Rai ha bocciato la proposta di licenziamento di Saccà avanzata dal direttore generale Claudio Cappon; il 1° agosto è passata invece la proposta di trasferimento di Saccà alla direzione commerciale di Viale Mazzini.

Comments are closed.