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Aranciata Faito, rione di spaccio e camorra

CASTELLAMMARE DI STABIA. Il rione del degrado. Il rione dello spaccio. Il rione della camorra. Non si placano le polemiche su quello che gli stessi residenti chiamano il “Bronx Aranciata Faito”. Dopo le denunce arrivate dai residenti direttamente al palazzo comunale, la novità di ieri è la costituzione di un comitato civico per dire no al degrado di quello che le forze dell´ordine definiscono uno dei rioni maggiormente a rischio criminalità della città delle terme.

CASTELLAMMARE DI STABIA. Il rione del degrado. Il rione dello spaccio. Il rione della camorra. Non si placano le polemiche su quello che gli stessi residenti chiamano il “Bronx Aranciata Faito”. Dopo le denunce arrivate dai residenti direttamente al palazzo comunale, la novità di ieri è la costituzione di un comitato civico per dire no al degrado di quello che le forze dell´ordine definiscono uno dei rioni maggiormente a rischio criminalità della città delle terme.

L´appello è stato già raccolto dai consiglieri circoscrizionali e verrà girato nei prossimi giorni all´amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Vozza. “La Faito è ormai diventata terra di nessuno – afferma una giovane donna residente nel bronx che preferisce restare anonima per ovvi motivi -; ci sono sentinelle dei clan sparse ovunque. La maggior parte degli abitanti della Faito però è fatta da gente onesta e laboriosa che non può e non deve essere accostata ai criminali”. Anche alla Faito, così come in tutta Castellammare, comandano i D´Alessandro. In passato però gli Omobono – Scarpa hanno provato in tutti i modi a strappare agli scanzanesi il controllo delle attività illeciti di questo rione. Poi la vittoria della guerra di camorra suggellata con gli arresti dei capi Michele Omobono e Massimo Scarpa ha definitivamente riattribuito il controllo della Faito ai D´Alessandro. Ed è proprio in questo rione, formato da palazzi alti e da tanti vicoli chiusi, che viene prodotta la classica “pippata”, ovvero la cocaina fumata. E´ questa la specialità del momento, la droga tanto appetita anche dai teenagers del Salernitano e dell´Aversano. Ed è proprio per smantellare i signori della droga made in Faito che le forze dell´ordine hanno intensificato negli ultimi tempi i controlli, passando al setaccio ogni angolo di un rione povero, degradato, ma fatto anche di gente onesta che, con la camorra e lo spaccio, non ha nulla a che vedere. Oltre alla cosiddetta “pippata”, le operazioni delle forze dell’ordine proseguono anche per far fronte al business della marijuana. Nell’ultimo mese carabinieri e guardia di finanza hanno infatti sequestrato circa 20mila piante di cannabis, per un totale di svariati milioni di euro. Un business da capogiro, sul quale potrebbe nascondersi la mano della malavita organizzata. E’ questa la pista più seguita attualmente dalle forze dell’ordine, che comunque continuano a indagare a 360 gradi. L’altra ipotesi formulata in questi giorni infatti è che a fare da guardia a queste piantagioni siano dei contadini, assoldati dalla camorra, e che curerebbero la crescita e l’irrigazione delle piantagioni. In particolare i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, dopo diversi rastrellamenti nelle impervie zone a ridosso del monte Faito e di tutta l’area dei Lattari effettuate con l’ausilio di un elicottero, hanno rinvenuto coltivazioni tra i boschi di Quisisana, a  Casola e sul versante montuoso di Gragnano.

FRANCESCO FUSCO

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