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Alitalia, oggi il sì di Air France

Conto alla rovescia per la nuova Alitalia: il decollo è previsto per martedì 13 gennaio. Alle 6 e 10, il volo Az205 in partenza da Londra Heathrow per Roma dovrebbe dare inizio ai collegamenti della nuova compagnia di bandiera italiana. Dopo mesi di trattative, polemiche, proteste e blocchi. Ma le ultime ore non saranno meno concitate. Cruciali e delicate, infatti, sono le partite che si devono ancora chiudere e fitta è l'agenda di impegni che attendono i vertici di Cai in questo 'ultimo miglio', dal dossier sul partner internazionale, con il nodo relativo al ruolo che rivestirà Malpensa, alla vertenza sindacale fino agli adempimenti istituzionali per il rilascio della licenza di operatore aereo.

Conto alla rovescia per la nuova Alitalia: il decollo è previsto per martedì 13 gennaio. Alle 6 e 10, il volo Az205 in partenza da Londra Heathrow per Roma dovrebbe dare inizio ai collegamenti della nuova compagnia di bandiera italiana. Dopo mesi di trattative, polemiche, proteste e blocchi. Ma le ultime ore non saranno meno concitate. Cruciali e delicate, infatti, sono le partite che si devono ancora chiudere e fitta è l’agenda di impegni che attendono i vertici di Cai in questo ‘ultimo miglio’, dal dossier sul partner internazionale, con il nodo relativo al ruolo che rivestirà Malpensa, alla vertenza sindacale fino agli adempimenti istituzionali per il rilascio della licenza di operatore aereo.
IL PARTNER STRANIERO – Innanzitutto, l’alleanza internazionale. Per oggi alle ore 13, è convocato il consiglio di amministrazione di Alitalia: all’ordine del giorno c’è l’esame dell’accordo con Air France-Klm. Dopo il via libera giunto venerdì scorso dal board del colosso franco-olandese, tocca ora alla compagnia italiana approvare l’intesa. La quale, a meno di colpi di scena dell’ultima ora, dovrebbe essere annunciata dai vertici della compagnia, il presidente Roberto Colaninno e l’amministratore delegato Rocco Sabelli, nel pomeriggio nel corso di una conferenza stampa convocata per le 17,30. La nuova partnership sarebbe giunta, dunque, al traguardo. Lufthansa, che non ha mai presentato alcuna offerta, sembrerebbe ormai tagliata fuori. La stessa stampa tedesca l’ha sconsigliata dall’intraprendere un’operazione ad alto rischio. I contatti continuano, come ha riferito il portavoce della compagnia, anche se sono ormai da escludere possibili rilanci. Il tempo, in questo caso, non gioca a favore dei tedeschi. Lo stesso premier, Silvio Berlusconi, ha evidenziato come «non ci siano più i tempi per un inserimento di Lufthansa in una trattativa che è molto avanzata tra Alitalia e Air France». Lufthansa, d’altra parte non ha «mai avanzato una proposta concreta, né la richiesta di un termine per presentare una proposta»

SINDACATI – Ma a mettere in dubbio ora e data di decollo dell’aviolinea nata dal matrimonio tra la ‘moribonda’ Alitalia e l’Air One sono i lavoratori e i sindacati: sia gli autonomi del Sindacato dei lavoratori (SdL) sia le quattro organizzazioni di categoria aderenti a Cgil, Cisl, Uil e Ugl. I problemi nascono in relazione alle assunzioni del personale dalla vecchia Alitalia e all’esternalizzazione di alcuni servizi come le pulizie. Il fronte dei lavoratori non è comunque omogeneo: da una parte ci sono i ‘duri e puri’ del Sdl che hanno già proclamato assemblee e scioperi, dall’altra le quattro organizzazioni aderenti alle grandi confederazioni sindacali che continuano a trattare pur manifestando forti critiche nei confronti della ‘nuova Alitalia’. Per quanto riguarda il Sindacato dei Lavoratori (SdL), sono già in programma una serie di proteste: una manifestazione per martedì 13 Gennaio e uno sciopero di quattr’ore ore, dalle 10.00 alle 14.00, per il 19 gennaio. Sul versante confederale, in attesa del nuovo incontro previsto oggi, c’è una tregua, anche se Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti, minacciano di boicottare il debutto del nuovo vettore.

MALPENSA – La cronaca di questo fine settimana registra una soluzione definitiva, almeno apparentemente, sulla questione Malpensa che divideva la stessa maggioranza di governo. La notte di venerdì la commissione bilancio della Camera ha infatti approvato un emendamento al decreto anticrisi. Emendamento definito ‘Salva Malpensa’ che, andando incontro alle richieste della Lega Nord e di settori della maggioranza particolarmente legati alle sorti dello scalo varesino, impegna il governo a rinegoziare gli accordi bilaterali con alcuni paesi extracomunitari in modo da favorire la nascita di nuovi collegamenti internazionali con lo scalo lombardo. Lo stesso emendamento prevede che l’Enac rilasci autorizzazioni per non meno di 18 mesi: si passa da una prassi concessoria di deroga discrezionale ad una automatica che può arrivare fino a tre anni.

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