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Aids, si apre nuova fase nella lotta al virus

Si e' aperta una nuova fase nella lotta all'Aids. Una fase “critica”, come l'ha definita il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms), Margaret Chan, nella conferenza mondiale che si e' aperta poche ore fa a Citta' del Messico. Nella prima conferenza mondiale sull'Aids organizzata in America Latina e' ormai chiaro il rilievo sociale dell'epidemia.

Si e’ aperta una nuova fase nella lotta all’Aids. Una fase “critica”, come l’ha definita il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms), Margaret Chan, nella conferenza mondiale che si e’ aperta poche ore fa a Citta’ del Messico. Nella prima conferenza mondiale sull’Aids organizzata in America Latina e’ ormai chiaro il rilievo sociale dell’epidemia.

Il virus Hiv, ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, potra’ essere sconfitto solo se ai risultati della ricerca e alla disponibilita’ ai farmaci si uniranno forti azioni sociali, in primo luogo la riorganizzazione dei sistemi sanitari e finanziamenti importanti al servizio della prevenzione. Il Messico, con le sue campagne di prevezione pressoche’ uniche nel Sud America, si pone in prima fila nella lotta: dopo lo stanziamento di 300 milioni di dollari che hanno permesso di distribuire piu’ di 32 milioni di preservativi, e in vista del progetto di garantire l’accesso ai farmaci a tutta la popolazione in occasione del bicentenario dell’indipendenza del Messico, il presidente messicano, Felipe Calderon Hinojosa, ha annunciato in apertura della conferenza mondiale di voler aprire la via alla distribuzione dei farmaci antiretrovirali generici. Nel frattempo si avvicina il termine del 2010, fissato dalle Nazioni Unite per rendere i farmaci disponibili a tutti, ed e’ sempre piu’ chiaro che questo obiettivo non potra’ essere raggiunto senza una forte azione sociale e politica. Ed essere uniti e’ tanto piu’ importante considerando che, come ha osservato il direttore esecutivo del programma sull’Aids delle Nazioni Unite (Unaids), Peter Piot, questa nuova fase della lotta all’Aids avviene in una situazione critica. Per la prima volta negli oltre 20 anni dell’epidemia, ha detto “sono disponibili dati su larga scala, inoltre per la prima volta meno persone muiono di Aids e meno persone contraggono l’infezione da Hiv. Per la prima volta abbiamo l’evidenza empirica che la nostra brillante coalizione e’ in grado di spostare montagne. Questo ci incoraggia, ma non possiamo dichiarare la vittoria” e “non cadere nell’illusione che l’epidemia possa finire in breve tempo”. L’Aids si sta infatti evolvendo in un ambiente in rapido cambiamento e subisce le conseguenze di una situazione globale influenzata da recessione economica, aumento delle ineguaglianze sociali, cambiamento climatico, crisi energetica ed emergenza alimentare. In questo scenario tutt’altro che facile “deve essere chiaro che non e’ troppo il denaro assegnato alla lotta all’Aids, ma troppo poco”, ha aggiunto Piot che, d’accordo con Margaret Chan, ha definito “storica” la decisione del Congresso degli Stati Uniti di rifinanziare il programma di prevenzione Pepfar con 39 milioni di dollari.

Barbara Lucianelli

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