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Fedeli ai social, non alla Chiesa: lo dice l’Istat

Chiese vuote, piattaforme social piene di iscritti. Per giocare con le parole , “Non avrai altro Dio al di fuori di Facebook”. Suona ironico , eppure ancora una volta i dati tracciati su ricerche svolte dall’Istat dipingono proprio uno scenario ribaltato. Dal 2001 a oggi i cattolici osservanti si sono ridotti a meno di 16 milioni, mentre il 22,7 % di italiani viene annoverato tra i disertori di pratiche religiose. Religione e società moderna sembrano aver perso quel filo conduttore solido che ha legato le nostre tradizioni culturali creando un’identità comune. Più evoluti e capaci di interagire ma meno di dedicare il proprio tempo a pratiche spirituali, è il quadro che si delinea. E questo vuoto di valori e comportamenti viene di fatto colmato da altre attività che diventano nel tempo fenomeni di costume.
 
Le nuove generazioni sono l’espressione di questo trend ribaltato, solo il 13,3% segue a esempio la messa domenicale al pari di coetanei tra i 20 e i 24 anni che se ne tiene lontano. E l’analisi prosegue per fascia d’età e distinzione territoriale, con un dato di ultrasessantacinquenni ancorati alle tradizioni religiose in misura maggiore al Sud, mentre nelle regioni del Nord l’indifferenza per la dottrina è sempre più alta. La religione, panacea delle nostre sofferenze, si è avviluppata su se stessa nell’incapacità di dare risposte e comprendere l’evoluzione dei tempi. In questa intercapedine trova spazio la deriva odierna, in un profluvio di notizie virali e mistificazione dell’informazione, in cui la forza dirompente dell’immagine ha surclassato ogni credo.
 
Esistere e contare oggi in quanto iscritto su una piattaforma social, specchietto per le allodole per esibizionisti e cantastorie, è il culto moderno. In rete ognuno può costruire la propria narrazione, riconoscersi in un gruppo, creare emulazione e strappare consensi. Facebook è diventato il luogo virtuale ideale dei moderni credenti, per i quali individualismo e affermazione sono il fine da perseguire. Hanno senso le parole del Papa quando afferma che è la Chiesa ad aver abbandonato l’umanità allontanando da essa Cristo e il suo messaggio. E i fedeli rispondono con una presa di distanza che passa anche dalla celebrazione del matrimonio, dove la percentuale di chi sceglie il rito civile è arrivata al 46,9%, un divario con quello religioso sempre più sottile. Se in futuro recuperare Cristo significherà riavvicinarsi al messaggio intrinseco cristiano, quello più caritatevole e altruistico, la Chiesa allora dovrà ricercare quell’elemento aggregativo capace di creare identità. Alla luce dei cambiamenti in atto ormai inevitabili.
 
Marita Langella

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