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“Danni ambientali irreversibili per il pianeta”

L’allarme dal nuovo rapporto Onu sul cambiamento climatico

Uno scenario sempre più oscuro in ottica ambientale viene descritto dall’ultimo rapporto Onu sul cambiamento climatico, forse quello più importante dal 2013 a oggi, all’interno del quale si preannunciano le sorti dei mari e gli eventi estremi a cui si assisterà con il passare del tempo.

Dal 2011 al 2020 la temperatura media globale è aumentata di 1,09°C, curva di gran lunga maggiore in proporzione al periodo 1850-1900.

Sempre secondo il rapporto, la temperatura media globale continuerà a crescere a dismisura almeno fino al 2050 e, negli ultimi 50 anni, è cresciuta a una velocità decisamente elevata, se non addirittura da considerarsi la più importante rilevazione negli ultimi 2000 anni.

L’innalzamento dei mari ha subito una crescita media di 1.35 mm l’anno dal 1901 al 1990, mentre dal 2006 al 2018 la curva positiva annua è di 3.7 mm. 20 cm in tutto dal 1901 al 2020.

Successivamente, il rapporto IPCC presenta gli scenari futuri che risulteranno visibili non appena crescerà il riscaldamento globale. Si verificherà perdita di ghiaccio marino, siccità, precipitazioni forti, ondate di calore e temperature estreme come quelle già registrate in Canada quest’estate e che hanno mietuto già delle vittime. Tali eventi non saranno più semplici casi isolati.

Lo studio, inoltre, presenta delle conseguenze già in atto e danni irreversibili a cui l’umanità è costretta ad assistere. Si parla di conseguenze su oceani e ghiaccio marino artico. Successivamente, si rileverà un innalzamento repentino del livello del mare nel corso del secolo.

Al termine di ciò, gli studiosi hanno voluto lasciare una nota positiva riguardo la riduzione delle emissioni di CO², impattante per quanto riguarda il miglioramento della qualità dell’aria visibile dopo alcuni anni, altresì sulla temperatura media globale, invece, dopo alcuni decenni.

La divulgazione di tale studio non fa altro che confermare l’ordine degli eventi. La crisi climatica ormai la si vive giorno dopo giorno, incendio dopo incendio, con stravolgimento di temperature e innalzamento del livello dei mari.

Il rapporto ha un ruolo fondamentale nella storia interna al global warming del nuovo millennio: fa aprire gli occhi sulla dimensione locale del riscaldamento globale. D’ora in poi, non esistono più safe zones nel nostro pianeta.

Matteo Giacca

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