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Dalla scienza arriva l’algoritmo che prevede i crimini

È giunto il tempo della “precrimine”. Nella mente degli esperti cinefili e, non solo, sarà apparsa la scena  del film Minority report, ambientato in una Washington del 2054, dove i Precog, tre individui dotati di poteri extrasensoriali  prevedevano la commissione degli omicidi.

Quello che era solo un film di fantascienza, oggi potrebbe essere realtà, grazie alle neuroscienze ed in particolare ad un esperimento portato avanti dalla Virginia Tech Carilion Research Institute. Obiettivo dell’esperimento è  fornire solide informazioni scientifiche circa la predisposizione di un individuo alla commissione di un reato.

L’esperimento consisteva nel porre due gruppi di persone eterogenee, davanti alla soluzione immaginaria di oltrepassare il confine dello Stato con una valigia contenente merce di contrabbando. Il primo gruppo era perfettamente a conoscenza della condotta illegale, mentre il secondo poteva solo intuire il potenziale illecito, non conoscendo la natura di ciò che trasportavano.

Gli scienziati eseguendo scansioni cerebrali potevano stabilire, con un elevato grado di precisione, chi dei soggetti commetteva l’illecito con consapevolezza e chi invece solo per imprudenza.

L’applicabilità della nuova scoperta nelle fase di giudizio di una condotta criminale, potrà rivelarsi particolarmente utile nell’attribuzione di una pena. Insomma si potrà stabile il grado di consapevolezza del reo nella commissione del fatto e pertanto aumentare o diminuire la pena.

Il risultato dell’esperimento potrà essere ancor più  determinante, per la riabilitazione del condannato. Determinare in maniera Scientifica se questi, dopo un periodo di reclusione, sia ancora in grado di commettere altri reati, sarà un valido strumento non solo per la prevenzione di nuovi reati, ma addirittura elemento significativo per valutazione una rimodulazione del percorso rieducativo.

Eugenio Coletti

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