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Daisy Osakue e Malagò: ‘A forte rischio la partecipazione agli Europei’

‘Daisy Osakue, l’atleta, colpita tre giorni fa in pieno volto da un uovo lanciato da un’auto in corsa, rischia seriamente di non partecipare agli Europei di atletica a Berlino’, dice  il presidente del Coni, Giovanni Malagò, al termine della Giunta Nazionale. Ho parlato  con il presidente della Fidal, Alfio Giorni, spiega Malagò, e mi ha detto che la ragazza deve assumere una dose massiccia di cortisone e malgrado ci sia la possibilità dell’esenzione la quantità è troppo elevata e potrebbe creare problemi per i controlli antidoping. Stiamo valutando sul da farsi ma quello che è successo  è un fatto estremamente grave.

Daisy ha riportato una lesione alla cornea dopo essere stata colpita all’occhio sinistro da un uovo lanciato da una macchina in corsa. Per i carabinieri, che ancora stanno ricercando gli aggressori, non si tratterebbe di razzismo perché quell’auto era già stata segnalata da alcuni cittadini che avevano già assistito al lancio di uova. Ma sul web si è scatenata la polemica sul movente razzista, in seguito ad altri simili episodi di violenza.

‘Dicono che non c’è razzismo in ciò che è accaduto e per di più il ministro dell’Interno Salvini ha ritenuto di liquidare come ‘sciocchezze’ gli allarmi di quanti denunciano il clima xenofobo e i rischi di escalation razzista. Pesi bene le parole. Guardi la realtà e ascolti anche altre voci della destra italiana. Negare l’evidenza di diversi episodi non fa altro che assolvere e ingigantire il mostro. Vergogniamoci, e reagiamo di civiltà’, scrive il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.

 ‘Chi guarda il volto di Daisy Osakue può fare solo una cosa: vergognarsi. Noi italiani dovremmo vergognarci tutti insieme’, afferma Tarquinio in un editoriale dal titolo ‘Quel mostro da riconoscere’, che il giornale dei vescovi impagina sotto il titolo di prima pagina ‘Vergogniamoci’ e accanto alla foto di Daisy Osakue, l’azzurra di atletica presa di mira, e ferita, da un lancio di uova nel Torinese. Perché quel volto segnato,  spiega ancora il quotidiano della Cei, è certamente il volto di una cittadina italiana dalla pelle nera, una giovane donna e atleta bersagliata solo e soltanto per la sua ‘inermità’ e ‘diversità’, ma è ancor più il volto del nostro Paese nella stagione amara che stiamo attraversando. Un volto che presentiamo al mondo e a noi stessi. E che non ci somiglia.

In pratica il quotidiano ‘Avvenire’ soffia sul fuoco ed un caso di cronaca diviene un caso ‘politico’.

 Lesioni senza l’aggravante razziale. È questo il reato ipotizzato dalla Procura di Torino, al momento contro ignoti, nell’ambito dell’inchiesta sull’aggressione a Daisy Osakue, l’atleta italiana di origini nigeriane ferita ad un occhio da un uovo lanciato da un’auto in corsa a Moncalieri nella notte tra domenica e lunedì. Per la procura di Torino, al momento, non sono emersi elementi che facciano ipotizzare un’aggressione a sfondo razziale.

La campionessa italiana under 23 di lancio del disco, come noto,  è stata aggredita in strada a Moncalieri domenica scorsa. La giovane è stata colpita al volto da uova lanciate da un’auto in corsa mentre stava attraversando la strada. Subito soccorsa da un gruppo di persone, è stata trasportata all’Ospedale Oftalmico di Torino dove le è stata riscontrata una lesione della cornea sinistra.

Intolleranza per il diverso, razzismo montante o semplici fatti di cronaca nera? Le posizioni si dividono sugli episodi che, negli ultimi due mesi, hanno coinvolto immigrati in Italia.

Sul caso  è intervenuto il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio: ‘Più se ne parla di casi di aggressione a persone di colore, più si interroga la società su quanto siano imbecilli e criminali quelli che fanno queste cose. Spero li mettano in galera il prima possibile, in ultimo quelli che hanno colpito la nostra atleta azzurra Daisy Osakue’.

Secondo Di Maio, se veramente vogliamo fare un lavoro di rinascita culturale del nostro Paese rispetto ai casi di aggressioni a persone di colore, lo dobbiamo fare senza strumentalizzarle politicamente perché altrimenti diventa una partita di pallone. Ma noi stiamo con le persone aggredite, ci mancherebbe altro.

Antonella Di Pietro

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