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Dagli sms a WhatsApp, la messaggistica ai tempi moderni

“La fretta e la superficialità sono le malattie psichiche del ventesimo secolo” scriveva lo storico russo Aleksandr Solzhenitsyn. Esse più di ogni altro posto, nel contesto di un’innovazione dilagante, si riflettono oggi nell’uso pervasivo dei cellulari.

Il dato impressionante arriva dal sito The Indian Express, che informa come nella sola notte di Capodanno siano stati inviati nel mondo 100 miliardi di messaggi WhatsApp, l’applicazione da quasi 2 miliardi di utenti nel mondo. Solo in India se ne sono inviati oltre 20 miliardi nella notte del 31 dicembre, mentre l’app continua a crescere anche in altri Paesi in via di sviluppo come Brasile e Cina.

La semplificazione e l’interazione costante ai tempi delle piattaforme digitali sono il cardine di una comunicazione che ha ridefinito rapporti umani, spazi e distanze. Era stato l’ingegnere tedesco Friedhelm Hillebrand a stabilire che 160 caratteri, utilizzati via telex o cartolina, sarebbero stati sufficienti anche per la messaggistica breve.

Dunque concepiti per scambi concisi, quei pochi caratteri sarebbero stati la chiave del successo della telefonia di massa. Già nel 2000 nel mondo si inviavano circa 17 miliardi di sms. E da un semplice apparecchio mobile capace di partorire brevi testi come quello lanciato nel 1994 dalla Nokia, il modello 2010, ai messaggi con disegni, il passo compiuto è stato rapido.

Il telefono allora diventa Smart, è in grado di sveltire operazioni prima complicate, scattare foto, trovare luoghi, navigare e caricare contenuti; un solo apparecchio per mille usi. E tra questi, il testo alternativo alla chiamata offre la possibilità di ottimizzare tempi e costi, rendendo i contatti più rapidi e informali.

L’ immagine è parte di questa comunicazione semplificata, e come  le nuove tecnologie non cancellano le vecchie, così il processo storico è frutto di conquiste epocali. Dalla nascita della stampa a caratteri mobili attribuita a Johann Gutenberg nel 1448, passaggio da una trasmissione orale ed elitaria ad una scritta di larga diffusione, alla fotografia annunciata nel 1839, le invenzioni pionieristiche conducono a traguardi inaspettati.

Oggi si scambiano ogni giorno circa 65 miliardi di messaggi in chat, duecentomila al secondo già nel 2010, senza contare la quantità di foto, post, hashtag, Twitter, audio ed emoji che riempie i social. Un flusso continuo che diventa oggetto di studio per linguisti, sociologi, psicologi, e che ha ribaltato logiche di profitto, professioni e aspettative. Scenari illusori in un mondo iper connesso in cui sembra vincere la velocità compulsiva a discapito della moderazione. Risvolti di sicuro inattesi per chi nel 1992 inviò da un computer il primo sms della storia. Un messaggio dal contenuto semplice, ma dalla portata universale.

Marita Langella

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