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Da Inps ecco ‘MoCoa’, sistema che verifica la regolarità degli appalti

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ROMA – Un servizio informatico, a cura dell’Inps, per la regolarità degli appalti. Si chiama ‘MoCoa – Monitoraggio congruità occupazionale appalti’ ed è stato presentato a Roma durante un convegno dedicato, alla presenza tra gli altri del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, e della direttrice generale Gabriella Di Michele. Lo strumento intende tutelare i committenti, sempre più spesso chiamati a rispondere come obbligati in solido dopo la conclusione dell’appalto, le aziende appaltatrici che potranno competere sul mercato con concorrenti che rispettano le regole, e i lavoratori, sempre più spesso anello debole della catena.

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Il sistema MoCoa – attraverso un’attività di data mining e data crossing tra i dati dell’appalto definiti dal committente e quelli dichiarati nei flussi Uniemens dagli appaltatori e subappaltatori – intende rilevare tempestivamente eventuali comportamenti non corretti con la possibilità di mettere in atto azioni correttive. Gli attori, quindi, potranno operare correttamente emarginando le aziende non in linea con la normativa lavoristica e previdenziale. Nello specifico, l’azienda committente registra l’appalto nel servizio MoCoa messo a disposizione dall’Istituto, il sistema genera quindi automaticamente il Cia-Codice identificativo appalto e lo invia tramite Pec agli appaltatori/subappaltatori.

Questi successivamente accedono all’applicativo MoCoa e tramite il codice Cia registrano i lavoratori allocati sullo specifico appalto indicando anche la percentuale di allocazione mensile degli stessi. Il sistema infine analizza e confronta i dati dell’appalto registrati in MoCoa con quelli presenti nel flusso UniEmens e genera, riportandone gli esiti, il Documento di congruità occupazionale Appalti (DocOA). “Dall’utilizzo di questa procedura- ha detto all’agenzia Dire la direttrice generale Gabriella Di Michele- possono discendere diversi interventi migliorativi in termini di sicurezza sul lavoro, di lotta al lavoro nero, trasparenza degli appalti e tutela dei lavoratori. Ogni stazione appaltante se vuole avere la certezza di non rispondere in solido deve utilizzare questa procedura per consentire il controllo dei suoi appaltatori”.

TRIDICO: “CODICE UNICO È LA SOLUZIONE CONTRO PRATICHE ELUSIVE”

“Vogliamo spingere sulla buona pratica di un codice unico degli appalti che possa rintracciare le retribuzioni, il fatturato, il volume d’affari anche nei subappalti ceduti dai diversi committenti della filiera degli appalti. Questo permetterebbe la verifica della congruità del volume d’affari e delle commesse per evitare pratiche elusive che procurano retribuzione inferiore, dumping ed elusione evasiva”,ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nel corso del convegno a Roma.

“A marzo 2020 – ha aggiunto Tridico – abbiamo iniziato questo progetto su base volontaria con Confindustria ed Enel. L’Istituto ha fatto tantissime innovazioni, questa del codice unico degli appalti è una delle innovazioni, è una piattaforma che consente alle aziende volontariamente di aderire e rintracciare le aziende che hanno partecipato e partecipano ai loro stessi subappalti”.

“A FINE 2021 CONTRIBUTI AI LIVELLI DEL 2019, MA SERVONO REGOLE”

“Il Paese è cambiato purtroppo. Il 2020 è stato molto complicato, l’Istituto ha sofferto moltissimo, abbiamo elargito 45 miliardi di prestazioni, abbiamo servito 15,5 milioni di lavoratori senza reddito, senza lavoro, attraverso la cassa integrazione, i vari bonus varati, il reddito di emergenza, il reddito di cittadinanza e altri strumenti che i due governi che si sono succeduti hanno implementato”, ha sottolineato il presidente dell’Inps.

“Già dal 2021 abbiamo visto una forte ripresa- ha ricordato Tridico -, a fine 2021 le entrate contributive dell’Inps hanno raggiunto il livello del 2019, quindi abbiamo recuperato quel forte disavanzo che abbiamo necessariamente maturato nel 2020 e ci avviamo su un sentiero di crescita. Ma a maggior ragione questo sentiero di crescita deve essere accompagnato da buone regole che preservino il lavoro di qualità, retribuzioni eque per i lavoratori ed entrate eque per l’Istituto. Questo favorirebbe anche le aziende private che non soffrirebbero la concorrenza sleale molto sfruttata dalle aziende che praticano evasione ed elusione”, ha concluso Tridico.

DI MICHELE: “UTILIZZARE PROCEDURA PER MIGLIORARE LA SICUREZZA SUL LAVORO”

“Oggi si parla di controllo del sistema degli appalti, di solidarietà nel rispetto della contribuzione e retribuzione dei lavoratori, solidarietà tra committente, appaltatori e subappaltatori, e più in generale della regolarità del comportamento aziendale. Dall’utilizzo di questa procedura possono discendere diversi interventi migliorativi in termini di sicurezza sul lavoro, di lotta al lavoro nero, trasparenza degli appalti e tutela dei lavoratori. Ogni stazione appaltante se vuole avere la certezza di non rispondere in solidarietà deve utilizzare questa procedura per consentire il controllo dei suoi appaltatori”, ha dichiarato il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, nel corso del convegno ‘Monitoraggio congruità occupazionale negli appalti, trasparenz, condivisione e correttezza’.

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