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Csm, Pinelli nuovo vicepresidente. Lo vota anche il Terzo Polo

Mattarella: Consiglio è presidio di autonomia toghe. Richiamo all’unità

Roma, 25 gen. (askanews) – Fabio Pinelli è il nuovo vice presidente del Csm. Eletto dal Parlamento su indicazione della Lega, l’avvocato padovano ha avuto la meglio, al terzo scrutinio, sul candidato del centrosinistra, il costituzionalista Roberto Romboli: Pinelli ha raccolto 17 voti, il suo avversario si è fermato a 14; una sola la scheda bianca.

“Con la sua elezione è divenuto il punto di riferimento e di raccordo di tutti i componenti del Consiglio, che devono sentirsi da lei rappresentanti, ascoltati e garantiti nell’esercizio delle loro funzioni”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, richiamando all’unità dell’organo di autogoverno dei magistrati. “Al vicepresidente appena eletto – ha aggiunto – i miei auguri. Sono certo che saprà affrontare con senso istituzionale e con spirito collaborativo le funzioni rilevanti a cui è chiamato. Sono certo che il Consiglio, con la sua conduzione, affronterà con obiettività e concretezza anche le questioni più complesse che di volta in volta gli saranno sottoposte”.

“Desidero ricordare anche qui – ha ribadito il capo dello Stato, che del Csm è il presidente – il ruolo di questo Consiglio, organo di garanzia che la Costituzione colloca a presidio dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. A lei, signor vicepresidente, spetta il compito di favorire la coesione dell’attività del Consiglio. L’adozione di delibere condivise, ne rende più efficace ed autorevole il percorso”.

Per Pinelli, penalista di riferimento e professore a contratto all’università Ca Foscari di Venezia, hanno votato fin dall’inizio i sette consiglieri togati di Magistratura indipendente, più gli altri 6 laici indicati dal centrodestra. E, secondo calcoli ufficiosi al Csm, avrebbe avuto il sostegno anche del consigliere laico del Terzo Polo, così come di uno dei togati indipendenti.

Per Romboli si sono invece espressi 8 consiglieri togati di Area, il laico indicato dai Cinque stelle ed i quattro rappresentanti di Unicost: i consiglieri hanno esaminato “senza pregiudiziali ideologiche i profili dei candidati e, pur apprezzando l’altissima qualità del curriculum di Pinelli”, hanno sostenuto i togati della corrente centrista, nelle diverse votazioni, Romboli.

Il dato oggettivo è poi che le cinque schede bianche delle prime due votazioni sono state decisive. Per questo il distacco tra Pinelli e Romboli è stato fino alla fine un “testa a testa”.

Da oggi al Csm si apre ufficialmente una nuova pagina. Del ‘caso Palamara’ ormai non si fa più cenno negli interventi. “E’ passato”, si sottolinea. Anche il vicino hotel Champagne, dove si riunivano gli amici degli amici per decidere le nomine ai vertici degli uffici giudiziari, è chiuso da diversi mesi.

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