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Caso Fortuna, la mamma: “I disegni non sono di mia figlia”

"I disegni non sono di mia figlia, sono di mia nipote. Fortuna e lei hanno giocato insieme disegnando: ho sempre detto, anche agli inquirenti, che i disegni non sono di mia figlia". Lo ha detto Domenica Guardato, la madre della piccola Fortuna Loffredo, intervenendo ai microfoni di Canale 9 per Mattina 9 e L'Emigrante di Luigi Necco.
"La mamma ci ha sempre detto che quei disegni non sono della figlia ma della nipotina, e alcuni soltanto sono stati fatti insieme", ha sottolineato l'avvocato Gennaro Razzino. "A livello giudiziario questi disegni non sono mai stati valutati".

“I disegni non sono di mia figlia, sono di mia nipote. Fortuna e lei hanno giocato insieme disegnando: ho sempre detto, anche agli inquirenti, che i disegni non sono di mia figlia”. Lo ha detto Domenica Guardato, la madre della piccola Fortuna Loffredo, intervenendo ai microfoni di Canale 9 per Mattina 9 e L’Emigrante di Luigi Necco.
“La mamma ci ha sempre detto che quei disegni non sono della figlia ma della nipotina, e alcuni soltanto sono stati fatti insieme”, ha sottolineato l’avvocato Gennaro Razzino. “A livello giudiziario questi disegni non sono mai stati valutati”.

“Non mi aspettavo le frasi di Augias – ha spiegato Domenica Guardato – Non capisco come si possano dire certe cavolate su una bimba che non c’è più. Prima di parlare pensate e abbiate almeno rispetto per i suoi genitori, non c’è niente di strano in una bambina con una maglietta rosa e dei riccioli biondi”.
“Sono soddisfatta degli sviluppi delle indagini ma credo ci possano essere ulteriori novità: c’è sempre la questione della scarpina che è stata buttata invece di essere consegnata agli inquirenti”.
“Ho sempre sospettato, sin dalla morte di Fortuna, che il possibile assassino vivesse nel palazzo, mi sentivo che era successo qualcosa. Da subito la signora Fabozzi ha iniziato a comportarsi in maniera strana nei miei confronti: ogni volta che ci incrociavamo mi evitava, abbassava lo sguardo e si girava. Verso di loro – ha concluso – non nutro nessun sentimento, devono pagare”.

 

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