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Coronavirus, stati di emergenza e serie difficoltà economiche

Circa 21 milioni di persone stanno vivendo questo momento di emergenza con serie difficoltà economiche, di cui la metà  con un reddito quasi nullo. Da una ricerca universitaria si apprende che esistono almeno 3 milioni di persone che non dichiarano reddito al fisco e che difficilmente ora possono guadagnare un minimo per il sostentamento; oltre 18 milioni di persone con redditi inferiori a 15 mila euro, di cui 7,6 milioni con meno di 6 mila, cioè 500 euro lordi mensili.

Il blocco, pur se temporaneo, delle attività produttive per l’emergenza Covid-19 ha generato per 3,7 milioni di lavoratori il venir meno dell’unica fonte di reddito familiare. Secondo la Fondazione studi dei consulenti del lavoro, vi son le coppie con figli (un milione 377.000, 37%) e i genitori ‘single’ (439.000, 12%), circostanza allarmante, scrivono, se si considera che “ben il 47,7% degli occupati dipendenti dei settori interessati dal ‘lockdown’ guadagnava meno di 1.250 euro mensili, mentre il 24,2% si trova addirittura sotto la soglia dei 1.000 euro.

Cresce la povertà in Sicilia ma i soldi destinati a contrastarla restano non spesi.

Alleanza Contro le Povertà in Sicilia consegna  i dati sull’avanzamento della spesa delle risorse dei piani di zona per il triennio 2013-2015.

Sono rimasti nel cassetto oltre il 50 % dei 75 milioni previsti sul Fondo nazionale delle Politiche sociali assegnati per il triennio 2013-2015. A questi si aggiungono le risorse conferite a tutti i Distretti della Sicilia dal Fondo povertà per le annualità 2018 e 2019 e le somme non spese delle programmazioni degli anni precedenti, a partire dal 2010.

Un capitale che potrebbe essere determinante per affrontare la situazione di emergenza che vivono molti siciliani, con gli ultimi rilievi che ci dicono che 4 su 10 conoscono il dramma della povertà.

‘In base ai fondi assegnati dalla Regione, gli stessi possono essere destinati solo per buoni alimentari e di primaria necessità’, dice il sindaco di Messina, Cateno De Luca: ‘Abbiamo sbloccato 10 milioni che possiamo mettere in circolazione con tutte le nostre manovre di bilancio, abbiamo liberato risorse di extrabilancio e quindi li abbiamo destinati a questo progetto.  Siamo l’unico Comune che è partito con una strategia complessiva e l’unico Comune che ha messo a regime queste risorse. Questi non sono pacchi di pasta ma somme. Abbiamo soldi che mettiamo in campo per i messinesi. Le misure stabilite rimangono in piedi. Paghiamo bollette e affitto di abitazione principale perché in questi mesi il Comune ha fatto un lavoro complessivo che ci mette nelle condizioni di alleviare. Siamo tutti nelle stesse condizioni. Chi fa domani istanza, se non ha reddito, avrà immediatamente il codice. Viene infatti generato dal sistema il codice a barre che viene attribuito a quella famiglia e si può andare negli esercizi  convenzionati’.

È boom di richieste per Messina Family Card, il buono spesa erogato dal Comune per aiutare le famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza coronavirus.

La family card è un buono spesa da destinare ai cittadini che siano in gravi condizioni di necessità e bisogno a seguito dell’emergenza COVID-19 che consente di acquistare esclusivamente generi alimentari e beni di prima necessità (escluso bevande alcoliche e cosmetici) presso le attività commerciali aderenti che rientrano nell’ambito della Circoscrizione di residenza.

Tutti i cittadini residenti nel Comune di Messina, privi delle risorse economiche necessarie all’acquisto dei beni di prima necessità e che versano nella condizione di bisogno economico a causa dell’emergenza Coronavirus in cui nessun componente del nucleo familiare sia:

  • percettore alcun reddito da lavoro, né da rendite finanziarie o proventi monetari a carattere continuativo di alcun genere;
  • non essere destinatario di alcuna forma di sostegno pubblico, a qualsiasi titolo e comunque denominata (indicativamente: Reddito di Cittadinanza, REI, Naspi, Indennità di mobilità, CIG, pensione, ecc.);
  • se è destinatario delle forme di sostegno pubblico, a qualsiasi titolo e comunque denominato, ovvero di buoni spesa/voucher erogati ad altro titolo per emergenza COVID-19, solo se l’importo del reddito è inferiore alla misura spettante in base al nucleo familiare (in questo caso avrà diritto alla differenza).

I buoni spesa erogabili al richiedente sarà stabilito tenendo conto del numero dei componenti del nucleo familiare e della situazione dello stesso, da un minimo di € 300,00 per nucleo familiare composto da 1 sola persona, € 400,00 per nucleo familiare composto da 2 persone, € 600,00 per nucleo familiare composto da 3 persone; € 700,00 per nucleo familiare composto da 4 persone fino ad un massimo di € 800,00 per nucleo familiare composto da 5 persone o più.

L’erogazione dei buoni avverrà, per le ipotesi A) e B) immediatamente. Per l’ipotesi C), invece, dopo l’effettuazione delle necessarie verifiche ed alla conclusione delle singole istruttorie.

Il buono potrà essere utilizzato presso gli esercizi commerciali convenzionati che saranno indicati sul sito del Comune di Messina.

La domanda per richiedere il beneficio deve essere redatta esclusivamente online all’indirizzo predisposto dal Comune di Messina: www.familycard.comune.messina.it Si dovrà compilare, altresì, l’autocertificazione con la quale si attesterà il possesso dei requisiti richiesti per ottenere il beneficio. Chi non avesse la possibilità di collegarsi al sito e registrarsi autonomamente online potrà recarsi nella sede della propria Circoscrizione.

E’ necessario allegare il documento di identità in corso di validità, a pena di inammissibilità.

Dopo la registrazione sulla piattaforma del Comune riceverai subito o al massimo entro 3 ore -se non è necessario procedere all’istruttoria- un codice e potrai scaricare l’app dal sito del Comune di Messina.it e il buono spesa sarà immediatamente disponibile sullo smartphone.

Il Comune di Messina, in accordo con l’INPS, effettuerà le verifiche sui dati e svolgerà i controlli sulla veridicità delle auto-dichiarazioni rilasciate. L’inserimento dei dati è una autocertificazione e quindi il cittadino che presenta la domanda è consapevole delle responsabilità penali a cui può andare incontro ai sensi delle norme di legge in caso di dichiarazioni mendaci, formazione od uso di atti falsi, nonché della decadenza dei benefici.

È stata avviata l’erogazione delle somme stanziate dal governo Musumeci per l’assistenza alimentare a favore delle famiglie disagiate per l’emergenza Covid-19. Il dipartimento della Famiglia, infatti, sta completando l’emissione dei mandati di pagamento a favore dei Comuni siciliani che hanno già sottoscritto l’Atto di adesione. Le risorse dovranno essere destinate prioritariamente ai nuclei familiari che non percepiscono alcuna altra forma di reddito e alcuna altra forma di assistenza economica da parte dello Stato, compresi ammortizzatori sociali e reddito di cittadinanza.

Alla città di Messina sono stati assegnati 1.395.330 euro. Con due delibere di giunta l’amministrazione comunale di Messina ha disposto la proroga dei termini di scadenza per la riscossione dei tributi e contestualmente costituito il Fondo Emergenza Covid-19 FEC19, dall’importo iniziale di 38.495.555,20 euro, con risorse finanziarie provenienti da: fondi europei riprogrammati; risorse regionali (4.651.100 euro) e statali (1.700.000 euro); risorse comunali; contributi volontari sul conto corrente IBAN89N0200816511000300034781 con la causale “sostegno emergenza Coronavirus Città di Messina”; contributi volontari raccolti in qualsiasi altra forma.

Antonella Di Pietro

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