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Cina: tra Covid e ripresa “verde”

Dopo 76 giorni di lockdown per Hubei e di paralisi del Paese, la Cina sta iniziando a riassaporare la normalità. I contagi non hanno più reale valore su scala nazionale e la popolazione sta lentamente iniziando ad abituarsi all’indebolimento del virus.

Come riporta l’Ansa Hubei abbassa il suo nuovo livello di emergenza per il coronavirus dal più alto al secondo a partire dal 2 maggio.

Sempre dalla Cina si ha notizia che gli utenti di servizi governativi online in Cina hanno raggiunto quota 694 milioni a marzo.

Si tratta del 76,8 per cento della popolazione di utenti internet del Paese, secondo il rapporto pubblicato dal China Internet Network Information Center. Il governo digitale è una piattaforma nazionale integrata di servizi governativi online ed è stata sperimentata nel novembre dello scorso anno. Sempre secondo quanto riportato dal China Internet Network Information Center, frequente è stata la condivisione dei dati delle piattaforme di servizi governativi tra varie regioni e dipartimenti del territorio.

Attuando un percorso a ritroso nella cronaca internazionale è notizia del 30 Aprile la riapertura “verde” cinese. Ora che l’aria è più pulita la Cina è determinata a mantenere il rispetto dell’ambiente nella ripresa economica.

Secondo il vice segretario generale della China Development Research Foundation, gli effetti limitati e temporanei prodotti dall’epidemia non influenzeranno l’obbiettivo a lungo termine della Cina di salvaguardare l’ambiente ecologico.

    La nazione sta compiendo progressi importanti nell’affrontare le sfide poste dall’epidemia di Covid-19, compreso lo smaltimento dei rifiuti sanitari, promuovendo allo stesso tempo una serie di iniziative ambientali.

    Secondo i dati ufficiali, tra il 20 gennaio e il 25 aprile, la Cina ha smaltito 304.000 tonnellate di rifiuti sanitari, aumentando fino a 1.220 tonnellate al giorno la capacità di trattamento delle scorie rispetto al periodo precedente l’epidemia.

 Il Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, il massimo organo legislativo della Cina, ha adottato ieri una modifica della legge sulla prevenzione e il controllo dell’inquinamento ambientale causato dai rifiuti solidi.

    Entro Giugno 2022 le autorità promettono che ogni contea avrà una filiera completa di smaltimento dei rifiuti sanitari, completa di strutture per la raccolta, il trasporto e il trattamento. Si stima che lo smaltimento dei rifiuti sanitari svilupperà un’industria da 11 miliardi di yuan (circa 1,56 miliardi di dollari) entro il 2023, attingendo investimenti da molte società quotate in borsa.

    Cao Liping, funzionario del ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente, anticipa che Pechino continuerà a perseguire una crescita economica di elevata qualità, ma con i progetti di tutela ambientale in cima alla sua agenda per la ripresa del lavoro e della produzione. A tal proposito, il ministero dell’Ambiente ha invitato gli enti locali a riprendere attivamente i lavori per 114 importanti progetti ecologici.

    Mobilitando investimenti complessivi per 252 miliardi di yuan, queste iniziative riguardano il trattamento delle acque reflue, il ripristino ecologico e la realizzazione di parchi industriali. Questi programmi sono stati selezionati per incentivare gli investimenti, promuovere la crescita economica e soddisfare la domanda e le esigenze della popolazione.

    Tra i progetti scelti figura anche il risanamento ecologico del lago Erhai, uno dei più grandi specchi d’acqua del’altopiano dello Yunnan, nel sud-ovest della Cina. I lavori, per un investimento di oltre 27 miliardi di yuan, sono già ripresi e hanno registrato costanti progressi nonostante l’epidemia.

Dulcis in fundo, il 29 Aprile arriva anche una notizia che non vede come protagonista il Covid-19. La città di Shangai avvia la costruzione del Museo della Letteratura.

Nascerà nel distretto di Hongkou, arricchendo così ulteriormente la lunga lista dei suoi punti di riferimento culturali. Ma Wenyun, vicepresidente della Associazione degli scrittori di Shanghai, ha espresso apprezzamento per il progetto, affermando che il museo darà modo alla gente di essere attratta dal mondo della letteratura.

Basti pensare che Shanghai è stata un’importante città per la letteratura cinese nel XX secolo e ha ospitato scrittori di fama internazionale come Lu Xun e Ba Jin.

Matteo Giacca

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