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Il caso Armine Harytyunyan

di Consuelo Viviana Ferragina*

Il nome Armine Harytyunyan sta rimbalzando di sito in sito negli ultimi giorni, annunciando uno “scandalo” a cielo aperto perchè quello della modella di Gucci sembra una vera e propria rivoluzione del concetto di bellezza nel ventunesimo secolo.

C’è chi ha ritenuto inammissibile far sfilare un corpo come il suo o immortalarlo con primi piani fotogenici, eppure in Armine non c’è niente che sfugga della donna, non c’è nulla di disumano che la caratterizzi come un’aliena, una creatura diversa, esclusa dalla possibilità di viversi come modella.

Ciò con cui non ha fatto i conti la rigidità con cui noi siamo soliti classificare il concetto di bellezza, è che non esiste al mondo un modo, per l’appunto, di essere belli, esistono tante tipologie di volti interessanti colti nella loro singolarità e particolarità unica e irreplicabile. ma non esiste “il Volto” assoluto, perfetto, completo su cui misurare la più o meno riuscita compatibilità con il concetto di bellezza.

In fondo il gesto di Gucci, se lo si vuole leggere in un’ottica trasgressiva e provocatoria, ci dovrebbe insegnare proprio questo: che il bello non è ciò che appare perfetto e frutto di un’ideale irraggiungibile con cui misurarsi per viversi la propria frustrazione personale ma è qualcosa di più intimo, di più particolare che sfugge ad una definizione universale per atterrare sulla pista dell’unico ma anche dell’imperfetto.

Siamo in un mondo iconico fatto di immagini falsificabili e ritoccabili per renderle più aderenti ad un concetto arbitrario di fascino e seduzione, per questo sembra “strano” che un volto come quello di Armine possa essere scelto tra tanti per rappresentare un brand come quello di Gucci eppure è accaduto e questo ha scheggiato il sistema di credenze nel quale ognuno di noi naviga e che gli permette di orientarsi rispetto a ciò che ci si deve attendere da una modella.

L’alta moda in questo senso oggi ha vinto, perchè ha gettato un seme diverso all’interno del suo grembo, facendo nascere un fiore unico ed inatteso per questo ancora più interessante ed enigmatico.

La bellezza di Armine, è una bellezza diversa, che spaventa per la sua novità, perchè è prorompente, violenta, prepotente, perchè disarciona il soggetto dalle sue strette credenze e lo pone di fronte all’impossibile che diventa possibile.

Siamo di fronte ad una rivoluzione copernicana che smuove il sistema valoriale del “bello” nelle sue più oscure fondamenta, il fascino di Armine nasconde e svela allo stesso tempo le nostre paure, le nostre insicurezze, il nostro modo arcaico di pensare alla categoria della bellezza.

Questa splendida ragazza, infatti, ci sta proponendo un nuovo modo di porci di fronte all’estetica, un nuovo modo di vivere le nostre fisicità imperfette, ci sta offrendo, senza volerlo, una possibilità per emanciparci da ciò che viene spacciato per vero ma che di vero ha solo l’apparenza.

*Psicologa e Psicoterapeuta

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