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Berlusconi è stato riabilitato, cessati gli ‘effetti’ della legge Severino

Silvio Berlusconi

Gli effetti della legge Severino non gravano più su Silvio Berlusconi. Il leader azzurro è stato  ‘riabilitato’ dal Tribunale di sorveglianza di Milano e potrà essere ricandidato. Da sottolineare che  non c’è necessariamente bisogno di tornare subito ad elezioni affinché il Cavaliere possa tornare in Parlamento. Anzi, come sottolinea la parlamentare azzurra Michaela Biancofiore, già in ottobre, dopo le elezioni regionali in Trentino-Alto Adige, potrebbe liberarsi un posto per Silvio.

Come? I probabili candidati alla presidenza della Regione,  spiega Biancofiore, coordinatrice regionale di Forza Italia in Trentino Alto-Adige,  sono tutti parlamentari in carica. Va da sè che il candidato/a presidente con certezza di vittoria lascerà libero il proprio collegio elettorale che riporterà l’ex premier in Parlamento. La deputata forzista spiega, infatti, che se il candidato alla presidenza del Trentino Alto Adige fosse il leghista Maurizio Fugatti, resterebbe libero il collegio di Pergine Valsugana che potrebbe andare a Forza Italia per logica di coalizione.

 

Il Rosatellum prevede che il Cavaliere possa candidarsi per un seggio uninominale. Basta che uno dei parlamentari di Forza Italia eletti in uno di questi collegi uninominali lasci il seggio vacante per far scattare elezioni suppletive e sostituire, così, il deputato o il senatore di turno. In sintesi: se un parlamentare azzurro decidesse volontariamente di rinunciare al proprio scranno o ricoprisse un incarico incompatibile con quello di parlamentare, ecco che scatterebbero elezioni suppletive e per Berlusconi si riaprirebbero le porte del Parlamento molto prima di quanto si pensi.

 

In caso di seggio uninominale vacante, il Presidente della Camera interessata ne dà notizia al premier e al Ministro degli Interni. A questo punto, su deliberazione del Consiglio dei ministri, il Presidente della Repubblica convoca con proprio decreto le elezioni suppletive, fissandole in una data tra i novanta e i centotrentacinque giorni dal momento in cui il seggio è risultato vacante. Per farlo, però, deve mancare almeno un anno tra la data in cui la vacanza si è verificata e il termine naturale della legislatura. A questo punto, il parlamentare eletto a seguito di elezione suppletiva, rimarrà in carica fino al successivo scioglimento delle Camere.

 

La prima ‘finestra’ potrebbe aprirsi già a ottobre dopo le elezioni regionali in Trentino Alto Adige. Un’altra occasione potrebbe essere la tornata elettorale al Csm, quando verranno eletti i membri laici. E’ sufficiente che un azzurro venga eletto a Palazzo dei Marescialli per lasciare lo scranno a disposizione di qualcun altro. Il primo della lista per insediarsi in Parlamento sarebbe proprio Berlusconi.

 

Berlusconi è ovviamente soddisfatto riguardo la decisione della riabilitazione giudiziaria e per cariche che rappresentano pubblici uffici. Già si discute in Forza Italia di un posto da senatore che sarebbe pronto a liberarsi, per fare spazio al Presidente del partito, ora di nuovo candidabile: se un parlamentare che ha ottenuto il seggio nell’uninominale desse le dimissioni, per una ragione qualsiasi, compresa quella possibile di un doppio incarico con un consiglio regionale, le elezioni suppletive darebbero questa possibilità all’ex premier.

 

Ma questo è in fondo un dettaglio di fronte ad una partita molto più grande, che in questo momento non sta giocando lui ma Matteo Salvini, insieme a Luigi Di Maio. Partita forse già chiusa, o in via di chiusura, ma che ad Arcore in tanti sperano possa riaprirsi a sorpresa, magari al fotofinish.

 

Il low profile di Berlusconi è voluto, di fronte a quella che considera come la riparazione di un torto politico e umano enorme, che lo ha sicuramente segnato. Non ha esultato, quando ha letto il Corriere, così come non ha brindato quando il suo avvocato Niccolò Ghedini  gli ha dato la notizia della riabilitazione in anteprima.

 

Del resto la Procura generale può sempre fare appello, la riabilitazione può essere considerata definitiva ma anche provvisoria, eppoi se davvero potrà cambiasse qualcosa a questo punto non dipende più da lui. Quello che si dice ad Arcore lo dichiara apertamente anche Giorgia Meloni: ‘La riabilitazione di Berlusconi rende più forte tutto il centrodestra, presumibilmente se noi tornassimo al voto e avessimo la fortuna di poter contare su un premio di maggioranza riusciremmo noi ad arrivare al governo spero che chi deve riflettere rifletta…’.

 

Ovviamente l’invito è rivolto al leader delle Lega, più che consapevole di cosa pensano i suoi alleati in questo momento: ‘Berlusconi candidabile può valere almeno qualche punto in più se si dovesse tornare a votare, se fallisse la trattativa con Di Maio, e a quel punto l’obiettivo di superare il 40% e governare senza problemi sarebbe davvero a portata di mano, non avremmo contrasti sul programma e sul leader da trovare per guidare l’esecutivo’,  sono i ragionamenti che si fanno nello staff del Cavaliere.

Sia Berlusconi che i vertici di Forza Italia sono infatti convinti che un esecutivo giallo-verde avrà vita complessa e non necessariamente lunga.

‘A breve ci saranno le elezioni europee e Silvio Berlusconi potrà candidarsi prendendo un botto di voti. Oggi è il nuovo 25 aprile, una liberazione, non solo per il centrodestra, ma per l’Italia’,   dice  Renato Brunetta, ex capogruppo di Fi alla Camera, secondo cui con la riabilitazione di Berlusconi Fi tornerà a guidare l’alleanza di centrodestra.

Il Cav mantiene comunque un  basso profilo, anche perché  attende sempre un segnale dalla Corte di Strasburgo,  misti al rammarico per quello che sarebbe potuto accadere nelle elezioni del 4 marzo se gli fosse stato consentito di poter concorrere davvero alla guida del Paese.

 

Berlusconi non ha bisogno di una poltrona di deputato o senatore per essere un leader. Mi dicono però che in queste ore ci sarebbe la fila di senatori e deputati pronti a dimettersi per permettere a Berlusconi di guidarci in Parlamento, rivela la senatrice Licia Ronzulli. Le implicazioni della decisione del Tribunale di Milano sono evidenti. Innanzitutto se la trattativa Di Maio-Salvini dovesse incagliarsi Forza Italia potrebbe essere guidata dal proprio storico leader a nuove elezioni. E a questo punto il voto anticipato suscita molti meno timori.

Antonella Di Pietro

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