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Anche la statistica ha le sue Olimpiadi

Una competizione per rendere lo studio scientifico interessante e meno noioso. È l’idea partita dall’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, e dalla Società italiana di statistica, il Sis, immaginare delle Olimpiadi aperte alle scuole secondarie, per un approccio a una materia di primaria importanza.
Ogni giorno una mole enorme di dati viene raccolta, sistemata e organizzata per fornirci analisi sociali, economiche, politiche, negli ambiti più disparati. Lo strumento usato dalla statistica, il linguaggio matematico, trova applicazione nella vita di tutti i giorni, e conoscerlo significa cogliere il significato delle informazioni ricevute.
Le Olimpiadi italiane della Statistica, giunte alla decima edizione, si sviluppano in queste settimane e prevedono diversi livelli da superare: quello individuale, in cui i vincitori ricevono il premio nazionale, e una prova a squadre per l’accesso alla competizione europea, l’European Statistics Competition. 
Incentivare giovani studenti a mettersi in gioco con sana competizione, confrontandosi con diverse realtà, è l’obiettivo del progetto che intende presentare un settore fatto non solo di numero e calcoli. Perché l’approccio matematico condiziona le scelte umane, detta le politiche da attuare, guida profitti e investimenti, e orienta le aspettative future. È un mondo complesso che, se indagato con gli strumenti giusti, spesso spiega i meccanismi delicati e le logiche dietro i numeri.
Scienza e discipline umanistiche, mondi equidistanti eppure complementari in una parte del cervello umano che ne regola le funzioni. Razionalità e creatività convivono nei due emisferi, quello sinistro della logica, delegato al controllo delle espressioni verbali, l’ordine e l’analisi, e il destro in cui si annidano la spontaneità e i sentimenti. Dicotomia dal cui equilibrio nasce una complessità imprescindibile, la convivenza tra intuizione e concretezza, logos e logica. 
Nel mondo odierno in cui le abilità tecniche superano quelle creative, siamo per logica spinti all’analisi di algoritmi ed equazioni divenute cifra di un progresso in continuo divenire. Senza però dimenticare di allenare anche quella parte del cervello fondamentale per imparare, studiare e apprendere divertendosi. 
 
Marita Langella

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