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Anche i droni-bagnino: l’ultima frontiera della robotica

Erano già stati grandi registi di Hollywood come James Cameron, Steven Spielberg e Francis Lawrence a immaginare e trasporre al cinema un mondo controllato dai robot. Macchine dotate di intelligenza artificiale che si ribellano al proprio creatore in una lotta spietata per la riconquista del pianeta. Fantascienza e realtà distorta sembrano ormai quasi perdere i contorni di finzione per presentare scenari che si affacciano in un futuro prossimo. E mentre apprendiamo notizie di una graduale sostituzioni del lavoro dell’uomo grazie allo sviluppo della robotica, i dati presentano percentuali per nulla trascurabili.

L’ultima creazione giunge proprio nella stagione estiva suggellando i progressivi e avanzati traguardi compiuti in materia tecnologica. Si tratta di droni da spiaggia capaci di sostituire le mansioni dei bagnini, che sono diventati grazie anche a sceneggiati d’oltreoceano il simbolo della fisicità ed elemento rassicurante imprescindibile per la balneazione. Saranno presentati a novembre a Gallipoli, durante il Sea Drone Tech Summit 2018, prototipi che decollano dalla spiaggia trasportando un salvagente per lanciarlo a bagnanti in difficoltà, ma anche piccole imbarcazioni senza equipaggio telecomandate per il soccorso in alto mare.

Dimentichiamo giovani abbronzati e prestanti pronti a tuffarsi per salvare vite umane, la nuova frontiera di robot si alzerà in volo, potrà sganciare addirittura un canotto gonfiabile o prelevare una persona dal mare e portarla in volo sulla terraferma. Ma ormai c’è una macchina per diverse tipologie di lavoro manuale e non a cui vengono attribuiti nomi propri e capacità sorprendenti. C’è “Ross” elaborato per dipanare questioni legali complicate attraverso citazioni e letture di leggi, piuttosto che “Star” il robot in grado di effettuare autonomamente operazioni chirurgiche. Poi ci sono esemplari che  interagiscono, tessono pubbliche relazioni, gestiscono alberghi, possono condurre persino un telegiornale riproducendo alla perfezione le fattezze umane.

Il confine tra emozioni, simulazione e algoritmi che sostituiscono il ragionamento dell’uomo è sempre più labile e la nuova frontiera tecnologica attinge da un ampio bacino di attività lavorative. Nel settore edile, dei commercialisti, dei lavoratori domestici e persino nel campo militare ci si potrà avvalere di macchine sofisticate in grado di svolgere lavori alla perfezione. C’è chi immagina scenari distorti e addirittura pericolosi finora solo paventati di una lenta sostituzione di molte professioni da parte della robotica. Vogliamo tuttavia continuare a credere che l’uomo con le sue capacità creative, unite al fattore emozionale e sensoriale che va preservato, continuerà a mantenere un primato sulle macchine. Le stesse in grado di coadiuvarlo, semplificare compiti e apportare soluzioni tecnologiche, ma che sono state create da menti umane e come tali rimangono subordinate e funzionali a questo scopo.

Marita Langella

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