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Allarme climatico sul Natale 2019

Il Natale anomalo dal punto di vista climatico allarma e non poco la Coldiretti, che ha voluto sottolineare l’anomalia legata al quarto Natale più caldo dal 1800.

 Il Natale 2019 passerà alla storia come uno dei più caldi della storia  recente. I dati sono stati elaborati e condivisi dalla Coldiretti, che ha preso in analisi i dati Isac Cnr.

I problemi evidenziati dalla Coldiretti sono ovviamente di natura ambientale ma hanno ripercussioni anche sull’economia, mettendo in difficoltà settori come l’agricoltura. Gli effetti del caldo si fanno sentire sulla natura dove sono stati sconvolti i normali cicli stagionali come in Puglia dove gli alberi di pero a causa del clima pazzo sono già in fiore a dicembre mentre a nulla vale più la programmazione degli agricoltori che raccolgono broccoli, cavoli, sedano, prezzemolo, finocchi, cicorie, bietole, tutti maturati contemporaneamente per le temperature primaverili: ‘A preoccupare è il possibile improvviso abbassamento delle temperature con le piante in fiore’.

Le temperature impazzite hanno delle ripercussioni rilevanti anche sull’economia. Si tratta di conseguenze indirette ma non meno gravi e non per questo da sottovalutare. Il rischio è quello di dover far fronte a una rivoluzione forzata se non addirittura all’improvvisazione. Ma non è solo il caldo anomalo a preoccupare. La Coldiretti ha infatti sottolineato anche il problema del freddo improvviso che potrebbe fare seguito all’anomala ondata di caldo: ‘A preoccupare adesso è l’effetto del possibile improvviso abbassamento della temperatura sulle piante in fiore con effetti disastrosi sulla raccolta dei frutti primaverile ed estiva. L’agricoltura italiana si trova ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a siccità perdurante’.

L’ultimo autunno 2019 si è infatti chiuso con in media quasi 4 nubifragi al giorno fra tempeste di pioggia, neve, vento, trombe d’aria e grandine, con un aumento del 21% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e centinaia di milioni di danni nelle campagne sulla base dei dati Eswd ma ha fatto registrare temperature bollenti, superiori di 1, 39 gradi la media stagionale.

Non si tratta però di un caso isolato, la classifica degli anni interi più caldi lungo la Penisola negli ultimi due secoli si concentra infatti nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine il 2018, il 2015, il 2014 e il 2003. «L’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma anche in Italia tanto che siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che,  osserva Coldiretti,   si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

È come se l’inverno non fosse ancora iniziato,  spiega un meteorologo,  e la causa sta in un vortice polare molto forte, quell’area di bassa pressione che staziona sopra il Polo, impedendo alle correnti di aria fredda di scendere alle nostre latitudini.

Se ne sono accorti anche a Mosca, dove nei giorni scorsi la colonnina ha raggiunto i 7 gradi sopra lo zero: un record storico per la capitale russa, che non ricordava un dicembre così caldo dal 1886. Il freddo si è fermato nella penisola scandinava, senza raggiungere la pianura sarmatica. Il clima insolito ha confuso anche i bucaneve e i rododendro dell’orto botanico dell’Università, che sono fioriti, facendo venire il malumore a molti moscoviti, non abituati a una fine d’anno senza neve, e sotto una pioggia tiepida.

A causa del vertice polare l’Europa sembra spaccata in due, con 26 gradi a Marsiglia e 4 gradi a Varsavia, e un gradiente di oltre 20 gradi nello stesso continente. Perché in assenza delle correnti provenienti dall’Artico si sono fatte largo le correnti calde in arrivo dal Sahara che hanno investito in pieno tutta la penisola, complice anche un anticiclone atlantico.

Antonella Di Pietro

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