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Affidi in Piemonte, Fratelli d’Italia presenta esposto a Cartabia: “Lo Stato protegga i bambini”

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ROMA – Arriva da Fratelli d’Italia l’ultima iniziativa per fare luce sul sistema italiano di affido dei minori, stavolta in Regione Piemonte, con un esposto alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia, presentato stamattina in conferenza stampa alla Camera dalla deputata e capogruppo di Fdi in Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza Maria Teresa Bellucci, dalla deputata Augusta Montaruli e dall’assessore in Regione Piemonte Maurizio Marrone, accompagnati dalle testimonianze di Sabrina Alma, madre dei minori coinvolti nel cosiddetto ‘caso Cuneo’, e Salvatore, padre di una bambina allontanata.

Proprio dal Piemonte, infatti, “sono giunte a Fratelli d’Italia ancora più richieste di aiuto- fa sapere Bellucci- In questi anni ne abbiamo raccolte da mamme, papà, nonni, rispetto a un Stato, a delle istituzioni, a servizi sociali e Tribunali dei minori che sembrano avere degli spaccati di opacità e degli aspetti di non legittimità”, dichiara in apertura Bellucci, richiamando subito “l’applicazione dell’articolo 403 del Codice civile sugli allontanamenti dei minori che avvengono con una modalità ben lontana dal rispetto dei bisogni dei bambini, strappati dalle braccia di mamme e papà”, che “perdono di vista la certezza del diritto e spesso non sanno quando rivedranno il proprio piccolo, nonostante la legge italiana dica che il legame deve essere sempre mantenuto”.

È il caso di Alma, la mamma coraggio dei quattro fratellini di Cuneo divisi e trasferiti in casa famiglia quasi un anno e mezzo fa, che ha visto tornare a casa i due figli più grandi un mese fa, ma che non ha ancora i più piccoli con lei: “Ho due figli a casa che si stanno leccando le ferite, però non posso dimenticare che sono una mamma divisa, perché gli altri due non ci sono- dice in conferenza stampa- Devono tornare tutti a casa, i miei tre figli non vedono la sorella più piccola da dieci mesi. Non può essere, non può esistere, è una crudeltà. Quello che auspico è che si possa finalmente mettere la parola fine a questo supplizio”.

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Lo stesso vissuto da Salvatore, anche lui papà diviso, che racconta di aver visto la sua bambina “4-5 ore in un anno e mezzo. Mi è stata negata qualsiasi telefonata, per Natale, per Pasqua, per la festa del papà”. ‘Non vi dimenticate di me’, scrive sulle letterine la piccola di Salvatore “quelle poche volte che ci vediamo. In un anno e mezzo- racconta- abbiamo fatto dieci esposti in tribunale per essere ascoltati e non ci è stata concessa alcuna udienza. La bambina è stata portata via da scuola come se fosse un delinquente”, separata anche dalle altre due sorelle. Una di loro “ha provato più volte a chiedere al servizio di psicologia di poter sentire la sorella per telefono, continua a venirci negata anche questa opportunità”.

“Come si può pensare che una madre vada bene per due bambini e non per altri due, che un padre vada bene per due bambine e non per la terza”, ragiona Bellucci. E ricorda come la stessa mamma Alma “si fosse rivolta ai servizi sociali per essere aiutata”, vedendosi poi portare via i figli proprio da quello Stato “che avrebbe dovuto proteggerti. In quasi il 50% dei casi di minori allontanati le famiglie hanno difficoltà di carattere economico”, ricorda la deputata, sottolineando come le istituzioni invece di aiutare le famiglie in difficoltà e utilizzare l’allontanamento come extrema ratio, “lo utilizzano per mettere il bambino in sicurezza”.

Altra “opacità” rilevata da Bellucci, poi, sta “nell’assenza totale di monitoraggio. Non si sa quanti sono i bambini allontanati in Italia, non si sa da quanto e per quanto tempo”. Una “moltitudine di invisibili, piccole creature che a causa di questa cecità non fanno altro che accumulare traumi e sofferenze” e che “non vengono ascoltati. Il nostro ordinamento per legge prevede che sopra i 12 anni il minore debba essere sempre ascoltato, quando si decide su di lui e per lui. Fratelli d’Italia ha fatto una proposta di legge chiedendo l’abbassamento dell’età a 8 anni e che il minore venga sempre ascoltato. Non si può pensare che sia qualcosa di accessorio”, avverte.

Quello di oggi, dunque, è “il nostro ennesimo tentativo di trovare giustizia- sottolinea Bellucci- Se non ci fossero stati Alma e Salvatore, con il loro coraggio estremo, noi non avremmo in mano un esposto da presentare al ministro Cartabia, per chiedere attenzione, di poter capire. Siamo stati i primi ad arrivare a Bibbiano e saremo gli ultimi ad andare via- conclude- Questo di oggi non è un punto d’arrivo, ma uno dei tanti passi che stiamo cercando di compiere per far sì che i bambini possano sempre vedere che lo Stato è accanto a loro a proteggerli sopra ogni cosa”.

MELONI: “IN PIEMONTE 70-80% DEI MINORI NON AVREBBE DOVUTO ESSERE ALLONTANATO”

“Con Fratelli d’Italia siamo stati i primi ad andare a Bibbiano a dire ‘Giù le mani da bambini’ e abbiamo promesso di essere gli ultimi ad andarcene. Quello che vogliamo fare oggi è accendere i riflettori su un altro caso, che riguarda stavolta il Piemonte. Qui la Regione ha svolto un’indagine conoscitiva sul sistema degli affidi e delle case famiglie: è emerso che circa il 70-80% dei bambini oggetto di provvedimento non avrebbe dovuto essere allontanato dalle proprie famiglie”. Così la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un videomessaggio trasmesso durante la conferenza stampa organizzata da FdI alla Camera per presentare l’esposto alla ministra della Giustizia Marta Cartabia sul sistema di affido dei minori in Regione Piemonte.

“Solo nel 2019- aggiunge Meloni- sono stati più di 25 i casi giudiziari che hanno riguardato l’allontanamento di minori da loro nucleo familiare, casi accomunati da diverse anomalie. Senza contare che dalle indagini sono emersi squilibri, forzature, se non veri e propri abusi. Fratelli d’Italia ha deciso di dare voce a queste storie, e voglio ringraziare per questo Maria Teresa Bellucci, Augusta Montaruli e Maurizio Marrone per il lavoro straordinario che hanno svolto. Noi abbiamo chiesto direttamente al ministro della Giustizia Cartabia di prendersi cura della questione, perché fare chiarezza è fondamentale”.

Conclude Meloni: “Continuiamo a continua a leggere sul sito di riferimento

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