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A Roma funerale con la svastica e saluti romani

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ROMA – Una bara avvolta in una bandiera con impressa la svastica, i partecipanti al funerale che fanno il saluto romano e gridano ‘Presente’, come nelle celebrazioni fasciste: è quello che è successo ieri a Roma, davanti alla parrocchia di Santa Lucia (zona piazzale Clodio) dopo le esequie di una donna. Immediate le polemiche.

Il Vicariato di Roma “deplora con fermezza quanto accaduto ieri, davanti alla parrocchia di Santa Lucia, alla totale insaputa del parroco don Alessandro Zenobbi e di tutto il clero parrocchiale, al termine della celebrazione di un funerale, avvenuta senza alcun segno o manifestazione che facesse presagire ciò che è accaduto subito dopo”.

“Il giorno lunedì 10 gennaio alle ore 14.30, infatti, nella parrocchia di Santa Lucia (via omonima, nei pressi di piazzale Clodio) è stato celebrato un rito delle esequie- ricostruisce il Vicariato-; alla fine, all’esterno della chiesa parrocchiale, un gruppo di persone ha coperto la bara con una bandiera con la svastica nazista – simbolo orrendo inconciliabile con il cristianesimo – e intonato grida e compiuto gesti riconducibili a tale ideologia estremista. La strumentalizzazione ideologica e violenta, ancor più quella che segue un atto di culto e in prossimità di un luogo sacro, per la comunità ecclesiale di Roma e per tutti gli uomini di buona volontà della nostra città rimane grave, offensivo e inaccettabile. Nello stesso pomeriggio di ieri è arrivata la presa di distanza da parte della parrocchia, che il Vicariato di Roma conferma. “Quanto si è verificato all’esterno della chiesa- scrive don Zenobbi- è avvenuto senza nessuna autorizzazione né del parroco né del sacerdote celebrante, entrambi all’oscuro di quanto stava per accadere. A tale proposito intendiamo esprimere la nostra profonda tristezza, delusione e disappunto per quanto si è verificato prendendo le distanze da ogni parola, gesto e simbolo utilizzati all’esterno della chiesa, riconducibili a ideologie estremiste lontane dal messaggio del Vangelo di Cristo”.

“Siamo preoccupati dal clima che si respira nel Paese. Dopo l’assalto alla Cgil, è inconcepibile che gruppi di estrema destra, che in Italia godono anche di spazi del Demanio pubblico per portare avanti il pensiero fascista, possano sentirsi liberi di manifestare tranquillamente ideologie vietate dalla Costituzione. Ieri l’attacco a un sindacato, oggi l’uso di una chiesa e di un funerale, domani cosa accadrà? Ci auguriamo che le indagini della Digos portino all’individuazione dei responsabili il prima possibile”, dichiara in una nota il direttore dell’UNAR-Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Triantafillos Loukarelis. “Sarebbe grave se episodi come questo passassero sotto silenzio- aggiunge Loukarelis- La lotta all’antisemitismo e al razzismo va portata avanti con determinazione e coraggio, con azioni concrete e non solo con le parole, senza tentennamenti. Apprezziamo la presa di distanza della parrocchia e della Diocesi, ci aspettiamo una condanna forte anche da parte di tutte le Istituzioni”. “Purtroppo- prosegue- notiamo che quasi quotidianamente si hanno notizie riguardo a saluti romani in consigli comunali, foto di esponenti politici di partiti dell’arco costituzionale che fieramente professano simbologie fascionaziste, messaggi di odio ‘razziale’ sui social media che inneggiano ad un passato che provoca vergogna. Fino a quando questi gesti saranno tollerati, nessuno si deve sorprendere di fronte ad accadimenti come quello che ha avuto luogo a Roma ieri”.

“Le immagini di una bara avvolta da un drappo con la svastica, nel giorno in cui abbiamo chiesto al governo di attuare la mozione per sciogliere le organizzazioni neofasciste. Ora basta, funerali e commemorazioni non possono diventare pretesti per apologia e propaganda”, scrive su Twitter il deputato Pd Andrea Casu.

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