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8 marzo: il mondo femminile in sciopero

Uno sciopero a livello globale è stato organizzato dalle donne contro la violenza maschile in tutte le sue forme. Un giorno di affermazione sociale e di rivendicazione della parità tra uomo e donna, dove veramente notevole è stata la partecipazione delle italiane.

Promotrici dello sciopero, sono state le femministe di Non una di meno, che già il 26 novembre a Roma, in maniera massiccia, hanno partecipato alla manifestazione contro la violenza maschile sulle donne. Le stesse che il giorno successivo, si sono attivate per dare il via alla stesura di un piano femminista contro la violenza, definita dalle Nazioni Unite come “ogni atto fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse minacce, coercizione o privazione arbitraria della libertà che avvenga nella vita pubblica o privata”.

Affinché la violenza venga stroncata in qualsiasi modo ed ambito si manifesti, il piano prevedrà l’intervento sul campo e la formazione, sottolineando l’esistenza di diritti, l’interconnessione tra gli stessi, e quanti ne esistono di fondamentali per la realizzazione degli altri. La questione centrale è dunque la salute delle donne, ed il primo passo affinché questa venga garantita è una vita libera dalla violenza maschile; il secondo punto riguarda l’accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva, al fine di poter scegliere della propria vita e del proprio corpo, decisioni che hanno effetti sociali ed economici di ampio raggio e che al contempo, garantiscono crescita personale, economica e di conseguenza riduzione della povertà. Va sottolineato che laddove è garantita una buona condizione di salute, aumentano le opportunità di istruzione, lavoro, partecipazione politica e sociale, così come previsto da ogni stato civile. Importantissimo sarà inoltre, fornire sostegno alle donne ed alle ragazze che hanno subito violenza, al fine di dare loro supporto, ma anche di prevenire il fenomeno.

Ma lo sciopero globale, ha quale scopo anche di portare alla luce la condizione femminile in ambito lavorativo e per questa occasione dipendenti, lavoratrici precarie, autonome, del settore pubblico e di quello privato, si fermeranno per 24 ore grazie all’intervento dei sindacati che sono scesi in campo ad affiancarle, garantendo la loro copertura. La tutela della donna si estende chiaramente anche a chi non lavora, con l’invito ad astenersi dalle faccende domestiche, per le quali non c’è alcuna retribuzione o riconoscimento, tanto che lo slogan scelto per l’occasione è: “Se le nostre vite non valgono noi ci fermiamo!”

Assunta Mango

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