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Squeri (Steriltom): maltempo e dumping Cina minacce per industria pomodoro

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Intervento europeo per tutelare mercato interno

Milano, 4 ago. (askanews) – “I dati pubblicati dall’Anicav, che stimano una raccolta di pomodoro per il 2023 pari a 5,6 milioni di tonnellate, sono sicuramente un buon dato sulla carta anche se temo troppo ottimistico, almeno per il Nord Italia”. Lo dichiara in una nota Alessandro Squeri, direttore generale di Steriltom, azienda di produzione della polpa di pomodoro a livello europeo.

“Gli effetti delle ultime gravi grandinate che hanno colpito il nostro territorio, infatti, hanno fortemente ridotto gli ettari da raccogliere e le relative rese. Questo dato è vero soprattutto in Romagna dove ai danni ingenti causati dall’alluvione di maggio si sono aggiunte cinque grandinate. Ora tutti contiamo sulla bravura e l’esperienza dei nostri agricoltori, che possano almeno recuperare il salvabile, anche se di fronte a certe situazioni non resta molto da fare”. La campagna nel Nord Italia – aggiunge Squeri – è compromessa e temo perdite di oltre il 15% rispetto alle stime iniziali, con punte del 30% in certe aree”.

“Ai danni già gravi del maltempo – prosegue – si aggiunge poi la minaccia derivante dalla concorrenza straniera, soprattutto cinese, che porta in Europa concentrato di pomodoro a prezzi fuori mercato. La produzione europea, e in particolare quella italiana, si è sempre contraddistinta per la sostenibilità e la sicurezza che offre al consumatore finale. Certo, i prodotti provenienti da alcuni Paesi extraeuropei costano meno, ma in cambio di livelli di pesticidi pericolosi, di danni ambientali, assenza di tracciabilità e controlli nella filiera e così via. Per non parlare poi dei temi etici come il rispetto delle popolazioni locali e i lavori forzati in campo riconosciuti in alcuni casi anche dall’Onu”.

“È evidente – continua Squeri – che di fronte al dumping di questi Stati l’industria da sola non ha molti mezzi di contrasto. Servirebbe un intervento a livello europeo che auspichiamo possa ridare al mercato interno maggiori tutele, e alle importazioni dai Paesi Terzi regole più stringenti soprattutto in termini etici e di sostenibilità, così come fatto di recente per esempio da Stati Uniti e Inghilterra”.

“Come Steriltom – sottolinea Squeri – nonostante le difficoltà evidenti, ci stiamo organizzando per garantire le quantità prenotate dai nostri clienti storici, lavorando insieme ai nostri oltre 200 agricoltori e ai nostri 700 dipendenti, grazie ai quali, nel 2022, abbiamo lavorato oltre 420mila tonnellate di pomodoro con un fatturato di 155 milioni di euro”. Numeri che, conclude, “ci auguriamo di raggiungere e di superare anche per la campagna del 2023”.

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