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Non abbiate paura di avere coraggio: Ucraina nella NATO subito

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«Diamo un caloroso benvenuto al Presidente Zelensky alla riunione inaugurale del Consiglio NATO-Ucraina. Attendiamo di confrontarci, altresì,  con i capi di Stato e di governo di Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Repubblica di Corea, nonché con il presidente del Consiglio europeo e col  presidente della Commissione europea. Accogliamo inoltre con favore gli impegni  assunti con i ministri degli Esteri della Georgia e della Repubblica di Moldova e con il vice ministro degli Esteri della Bosnia-Erzegovina, mentre continuiamo a consultarci strettamente sull’attuazione delle misure di sostegno sostenute dalla NATO. Diamo il benvenuto alla Finlandia come nuovo membro della nostra Alleanza. Questo è un passo storico per la Finlandia e per la NATO. Per molti anni abbiamo lavorato a stretto contatto come partner; ora siamo uniti come alleati. L’appartenenza alla NATO rende la Finlandia più sicura e la NATO più forte. […]. Ogni nazione ha il diritto di scegliere le proprie misure di sicurezza. Non vediamo l’ora di dare il benvenuto alla Svezia come membro a pieno titolo dell’Alleanza e, a questo proposito, accogliamo con favore l’accordo raggiunto tra il Segretario Generale della NATO, il Presidente della Turchia e il Primo Ministro della Svezia. La pace nell’area euro-atlantica è andata in frantumi. La Federazione Russa ha violato le norme e i principi che hanno contribuito a un ordine di sicurezza europeo stabile e prevedibile. La Federazione Russa è la minaccia più significativa e diretta alla sicurezza degli alleati, alla pace e alla stabilità nell’area euro-atlantica. Il terrorismo, in tutte le sue forme e manifestazioni, è la minaccia asimmetrica più diretta alla sicurezza dei nostri cittadini e alla pace e alla prosperità internazionali. Le minacce che affrontiamo sono globali e interconnesse. La Russia ha la piena responsabilità della guerra di aggressione illegale contro l’Ucraina, ingiustificabile e non provocata, che ha gravemente minato la sicurezza euro-atlantica e globale. […] Continuiamo a condannare con la massima fermezza le palesi violazioni del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e degli impegni e principi dell’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, N.d.R.) da parte della Russia. Non riconosciamo e non riconosceremo mai le annessioni illegali e illegittime della Russia, inclusa la Crimea. Non può esserci impunità per i crimini di guerra russi e le altre atrocità, come gli attacchi contro i civili e la distruzione delle infrastrutture civili che privano milioni di ucraini dei primari servizi umani.  Gli invasori devono essere ritenuti responsabili delle violazioni e degli abusi dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, in particolare contro la popolazione civile ucraina, compresa la deportazione forzata di bambini e la violenza sessuale legata al conflitto. La distruzione della diga di Kakhovka evidenzia le brutali conseguenze della guerra iniziata dalla Russia. La guerra della Russia ha impattato fortemente sull’ambiente, sicurezza nucleare, sicurezza energetica e alimentare, economia globale e benessere di miliardi di persone in tutto il mondo. Gli alleati stanno lavorando per consentire le esportazioni di grano ucraino e sostenere attivamente gli sforzi internazionali per alleviare la crisi alimentare globale. La Russia deve fermare immediatamente questa guerra illegale di aggressione, cessare l’uso della forza contro l’Ucraina, ritirare completamente e incondizionatamente tutte le forze e attrezzature dal territorio dell’Ucraina e riportarle all’interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti. Esortiamo tutti i Paesi a non fornire alcun tipo di assistenza all’aggressione della Russia e condanniamo tutti coloro che stanno attivamente facilitando la guerra della Russia. Il sostegno della Bielorussia risulta determinante poiché continua a fornire il suo territorio e le sue infrastrutture per sostenere l’aggressione della Russia e consentire alle forze russe di attaccare l’Ucraina.  In particolare la Bielorussia, ma anche l’Iran, devono porre fine alla loro complicità con la Russia e tornare al rispetto del diritto internazionale. […] Nonostante gli inviti a impegnarsi in modo costruttivo in negoziati credibili con l’Ucraina, la Russia non ha mostrato alcuna sincera apertura a una pace giusta e duratura.

(Estratto del comunicato ufficiale della NATO – Summit di Vilnius, 11 luglio 2023. Testo integrale qui).

Belle le parole pronunciate dal segretario generale Stoltenberg e da tutti i rappresentanti dei Paesi aderenti alla NATO. Nonostante il tremore delle dita sulla tastiera, correttezza vuole che esprima anche l’apprezzamento – chi l’avrebbe mai detto che un giorno avrei scritto questa frase – per Erdogan, indipendentemente dalla evidente logica che accompagna la sua strategia, non dissimile da un formale ricatto (fatemi entrare nella UE e non vi rompo le scatole con Svezia e Turchia nella Nato).  “Uno alla volta per carità”, non con riferimento a Figaro ma ai “problemi” che ci affliggono. Ora maiora premunt e della Turchia parleremo in altra occasione.

Non si tergiversi troppo con l’ingresso dell’Ucraina nella NATO. La paura di una escalation è funzionale solo agli interessi di Putin; avere il coraggio di unirci realmente in un blocco solido, dando  piena “attuazione” alle tante parole di “solidarietà”, fungerebbe da deterrente e indurrebbe il governo russo (ossia Putin) a miti consigli, magari sotto spinte interne sempre più incisive e, chissà, foriere di un cambio di assetto che consenta alla Russia di non rappresentare più una minaccia per chicchessia. Ѐ questa l’unica strada seria da seguire, sia  per onorare Zelensky “stupor mundi” e il suo meraviglioso popolo, aduso a soffrire per mano russa ma non per questo destinato a perpetuare in eterno l’infausta condizione, sia per difendere la nostra libertà e non fare la figura dei cinici vigliacchi buoni solo a fare chiacchiere senza costrutto. I Paesi europei, soprattutto, dovrebbero essere i primi a spingere con determinazione sull’acceleratore, per guidare con fermezza il nuovo ordine che scaturirà dai futuri eventi ed evitare che siano Turchia e USA a suonare la grancassa. L’Ucraina ha senz’altro bisogno di entrare nell’Unione Europea e nella NATO, ma forse è il caso di acquisire la consapevolezza che siamo più noi europei e la stessa NATO ad avere bisogno dell’Ucraina affinché funga da “cuscinetto” su una bella fetta di confine, dopo che avrà riconquistato la Crimea, almeno  fino a quando sarà necessario. L’augurio che dobbiamo rivolgere ai cittadini russi, infatti, è di affrancarsi da ogni forma di autocrazia e vivere senza timore di finire in prigione o essere uccisi per le proprie idee: vogliamo tutti tornare serenamente a visitare l’Hermitage e a passeggiare sulla Prospettiva Nevskij, col sorriso sulle labbra.

Si parli con chiarezza e per quanto concerne il nostro Paese si tacitino i putiniani de noantri, che sono davvero tanti, per dabbenaggine o complicità e spesso per entrambe le cose. Si spieghi bene, a tutti, iniziando dai giovani, dagli studenti, disorientati e confusi anche per colpa di docenti più disorientati e confusi di loro, che la NATO non è una minaccia per nessuno e che tutti i Paesi dell’ex Unione Sovietica e del Patto di Varsavia, con l’unica eccezione di Bielorussia e Azerbaigian (bei campioni di democrazia!) ambiscono solo a un migliore assetto politico-sociale grazie all’ingresso nella UE e assaporare pienamente il profumo meraviglioso della libertà garantito dal Patto Atlantico. Guardano all’Occidente per girare completamente pagina e cancellare il ricordo di un periodo nefasto, irrimediabilmente e definitivamente condannato dalla Storia.

«Le parole sono importanti» gridava Nanni Moretti, mentre in un famoso film schiaffeggiava la giornalista stupidotta che le usava a vanvera. Ora, per carità, nessuno vuole schiaffeggiare chi sciorini quotidiane stupidaggini sulla “minaccia della NATO”,  ma si faccia di tutto affinché si affermi un linguaggio più consono alla reale dinamica dei fatti: non c’è una guerra tra Russia e Ucraina, ma un’invasione da parte della Russia, per ragioni che nulla hanno a che vedere con la NATO, come chiaramente emerso nel discorso che Putin pronunciò due giorni prima dell’invasione, quando sostenne che la Russia non può essere una grande potenza se non controlla i Paesi confinanti; per l’Ucraina non era nemmeno il caso di parlare di controllo perché non ne riconosceva il diritto all’esistenza! Occorre davvero tanta fantasia (o essere realmente al servizio di Putin) per sostenere che il popolo russo e chi lo guida temano la NATO. Tutti sanno benissimo che nessuna coalizione occidentale tenterà di emulare Napoleone e Hitler; ma tutti sanno benissimo, anche, che la propensione europeista dei Paesi dell’ex blocco sovietico costituisce il principale ostacolo al sogno zarista di Putin. Un sogno che deve essere infranto ad ogni costo e al più presto.

Un giorno saremo tutti giudicati per ciò che stiamo facendo in questo nuovo periodo buio della storia europea e in tanti si sono già guadagnati abbondantemente le pagine più vergognose dei libri che saranno scritti. Sono ancora molte, però, le pagine bianche che attendono di essere riempite. Si faccia in modo che diventino pagine belle grazie al coraggio di coloro che, avendone il potere, assumano le decisioni più giuste, fondendo il potere con la sapienza, proprio come auspicato da Platone venticinque secoli fa, sfatando in tal modo la triste riflessione di un grande europeo, Paul Valery, sapiente senza potere:  «Questi meschini europei hanno preferito logorarsi in lotte intestine, invece di assumere nel mondo il grande ruolo che i Romani seppero assumersi e mantenere per secoli».

Exsurge Europa. Slava Ukraïni.

             Lino Lavorgna

Analista di geopolitica e scenari globali per il mensile “CONFINI”

Presidente dell’associazione culturale “Europa Nazione”

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