Roberto Zarcone, medico chirurgo e docente universitario, è candidato al Consiglio regionale con La Destra. Nato a Roma nel 1948, Zarcone ha basato il suo programma elettorale su tre temi: legalità, salute ed ambiente. “Sono gli argomenti che ho sempre tenuto a cuore”, dichiara. “La legalità è il centro di tutto, nessuno può pensare di vivere fuori dagli schemi”.
Professor Zarcone, legalità fa rima con sicurezza…
“Negli ultimi anni è stato fatto tanto – spiega -, molti criminali sono stati messi dietro le sbarre grazie al lavoro del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, del ministro degli Interni Roberto Maroni e delle forze dell’ordine. Ma occorre, adesso, lavorare sulla certezza della pena, altrimenti tutto il lavoro fatto sarà stato vano”.
Il secondo punto è la salute.
“Bisogna capire che la “salute per tutti” non è solo uno slogan, ma un diritto reale, concreto. I pazienti devono avere il massimo della professionalità dai medici, che a loro volta dovrebbero essere messi nella miglior condizione possibile per operare. La mia soluzione? Stop agli sprechi e supporti più adeguati da destinare ai professionisti. E si stia bene attenti a non tagliare le risorse, bensì a destinarle equamente alle strutture pubbliche”.
Crede che le condizioni della sanità campana, attualmente, siano buone?
“Al contrario, sono tra le peggiori d’Italia. Non a caso al centro del nostro programma c’è la funzionalità delle strutture pubbliche. Nel 2010 è assurdo parlarne ancora, eppure ci sono situazioni che non permettono di gestire una diagnostica o una terapia come si dovrebbe”.
Lei è professore universitario di Ginecologia e Ostetricia, specializzato in Oncologia: quanto è importante la prevenzione?
“E’ tutto, permette di salvare vite umane e non faccio che pensare ogni giorno a come potrei aiutare i cittadini campani. Dovessi essere eletto, spingerò molto su questo tasto, che viene tenuto sempre ai margini”.
Infine, l’ambiente: in questo settore sembra sia stato raggiunto e superato il colmo.
“C’è stata una cattiva gestione dei rifiuti, ma è solo la punta dell’iceberg: i problemi sono ancora enormi, a tutti i livelli. Non ci aspettiamo cose eccezionali, vorremmo che però alcune cose non siano più “straordinarie”, ma diventino la normalità. Tutti, ad esempio, hanno capito l’importanza della raccolta differenziata e qualcosa è effettivamente cambiato. E’ dovere delle istituzioni, però, vigilare affinché le cose non tornino come prima, ma migliorino ancora. I cittadini hanno diritto a vivere in un ambiente pulito. La “punizione” di Bruxelles? Ci serva da lezione, lo smaltimento dei rifiuti non può più essere utopia”.





