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Home Politica Politica Economica Rinaldi: "Europa sia unita contro la crisi"

Rinaldi: "Europa sia unita contro la crisi"

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“Sono ormai quasi due anni che la crisi del debito sfida il futuro dell'Unione Europea, che si trova ad affrontare la più grande preoccupazione da quando è stato introdotto l'euro”. Lo ha detto Niccolò Rinaldi, eurodeputato e capodelegazione di Italia dei Valori. “Nonostante tutti i 27 paesi abbiano messo in atto strategie idonee a farci uscire da un'impasse che non è più solo economica, ma anche politica, ancora ci battiamo contro un mercato azionario instabile e un deficit che tende ad aumentare. Del resto - ha aggiunto Rinaldi -, mi chiedo se nel lungo periodo sia possibile credere in una moneta singola gestita da 17 governi, che hanno 17 strategie economiche differenti per 17 mercati azionari diversi. Ci rendiamo conto ora, infatti, che una moneta singola non può esistere a lungo senza una singola autorità economica, finanziaria e politica che faccia da contrappeso e che sia potente abbastanza da affrontare le crisi”.
“Nonostante la validità incontestabile delle regole su cui si fonda l'euro, il modo in cui esse vengono applicate non è altrettanto indiscutibile, dal momento che non esiste un'autorità europea in grado di far rispettare le regole e sanzionare chi non le rispetta.
“Intanto che si discute – ha rimarcato il capodelegazione di Italia dei Valori - , i rispettivi governi europei continuano a mobilitare miliardi di euro per salvare i posti di lavoro e le loro economie assuefatte dall'enorme contributo di 4.600 miliardi di euro versato a banche e compagnie assicurative tutt'altro che stabili”.
“Arrivati a questo punto la risposta non può essere solo finanziaria. I governi europei devono credere nel valore di un'Europa più unita e di un'autorità unica che sappia concertare le strategie e far lavorare all'unisono i paesi per uscire dalla crisi. Siamo a metà strada e questa sembra una buona opportunità per completare il lavoro iniziato con inimmaginabili sforzi dai padri fondatori dell'Unione Europea”.
“Cambiare il senso di marcia e allontanarsi dalle politiche d'integrazione – ha concluso Rinaldi - è la soluzione meno adatta per la quale si possa optare, dal momento che i nostri paesi retrocederebbero ad un punto tale da non avere paragoni nella storia del nostro secolo.
 

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