Ondazzurra

Monday
Feb 06th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Politica Da Montecitorio Gheddafi a Roma, oggi incontra Berlusconi

Gheddafi a Roma, oggi incontra Berlusconi

E-mail Stampa PDF
Berlusconi e GheddafiDopo lo show di ieri con le hostess e l'invito all'Europa a convertirsi all'Islam, che ha sollevato un polverone tra i politici di ogni schieramento, il leader libico Muhammar Gheddafi si prepara oggi a incontrare il premier Silvio Berlusconi. Due gli appuntamenti che strutturano la parte più ufficiale della visita: prima una mostra fotografica all'Accademia libica alle 17.00; quindi, in serata, i festeggiamenti per l'anniversario del Trattato di amicizia, con spettacolo equestre di cavalli berberi e Carosello dei Carabinieri alla caserma Salvo D'Acquisto. Massimo riserbo invece sugli altri appuntamenti del colonnello: Gheddafi potrebbe concedersi anche un bis con le ragazze dell'agenzia 'hostessweb', ma non c'é alcuna conferma di fonti ufficiali. All'Accademia libica Berlusconi e Gheddafi sono attesi per l'inaugurazione di una mostra fotografica sulla storia della Libia. Potrebbe essere quella l'occasione per cominciare ad affrontare le questioni dell'agenda Italia-Libia, che vanno dal gas, alle infrastrutture agli immigrati. E non si esclude nemmeno un incontro tra il colonnello e qualcuno dei big dell'economia italiana, considerato che dall'Eni a Finmeccanica, fino ai grandi costruttori (tra tutti Impregilo e Italcementi impegnati nell'opera di ricostruzione delle infrastrutture dell' ex colonia italiana) è più che rilevante presenza delle big italiane nel paese nordafricano. Anche il ministro degli Esteri Franco Frattini sarà all'Accademia libica, e si sposterà poi alla Salvo D'Acquisto di Tor di Quinto, per il cuore dei festeggiamenti. Circa 800 gli invitati - anche l'intyero Governo - chiamati dal premier Berlusconi per la cena o Iftar - il pasto che spezza il digiuno imposto ai musulmani dal mese di Ramadan - offerta al leader libico. Gli invitati assisteranno anche ad uno spettacolo d'eccezione: una sfilata equestre dei 30 cavalli berberi portati appositamente da Tripoli, a cui seguirà il Carosello dei Carabinieri.

AMNESTY A BERLUSCONI,PARLI DI DIRITTI UMANI
- L'Italia inserisca il tema dei diritti umani dell'agenda dei colloqui con il leader libico Muammar Gheddafi: lo chiede la sezione italiana di Amnesty International, che ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella quale l'organizzazione ricorda le "gravi violazioni" dei diritti umani in Libia.

Nel giugno scorso, Amnesty International ha diffuso un rapporto nel quale sottolinea come la situazione dei diritti umani in Libia risenta dell'assenza di riforme. Il rapporto, basato anche su una missione di ricerca sul campo del 2009 e aggiornato fino alla metà del maggio 2010, denuncia una serie di violazioni dei diritti umani, tra cui la tortura, la fustigazione delle donne e la pena di morte. Secondo quanto emerso dalle ricerche di Amnesty, molti detenuti hanno firmato "confessioni" in seguito a tortura e ad altri maltrattamenti compiuti da forze di polizia. I metodi più utilizzati sono le bastonate, tra cui quelle sulle piante dei piedi, le scariche elettriche, la sospensione per le braccia e il diniego deliberato di assistenza medica. In Libia, sono inoltre previste punizioni corporali, inclusa la fustigazione, per persone condannate a causa di relazioni sessuali al di fuori di un matrimonio legale (previste fino a 100 frustate). Il codice penale contempla anche sino a sette anni di carcere per relazioni sessuali extraconiugali. Infine, la pena di morte è prevista in Libia per un numero di reati ampio, che include anche l'esercizio pacifico del diritto alla libertà di espressione e di associazione. Le sentenze capitali continuano a essere comminate dai tribunali libici al termine di processi che violano gli standard internazionali sull'equo processo e colpiscono in maniera sproporzionata cittadini stranieri. Nella lettera a Berlusconi, Amnesty rileva come i partner internazionali della Libia debbano porre la grave situazione dei diritti umani al centro del dialogo con le autorità di questo paese. Come membro della comunità internazionale, la Libia ha infatti la responsabilità di rispettare gli obblighi in materia di diritti umani e occuparsi delle violazioni senza nasconderle. Questo consentirebbe di superare contraddizioni quali il far parte del Consiglio Onu dei diritti umani e, contemporaneamente, rifiutare le visite dei suoi esperti indipendenti. L'Italia, in particolare, secondo Amnesty potrebbe assumere un ruolo guida nel dialogo sui diritti umani e impegnarsi in questo senso a partire dagli incontri in agenda nel corso della visita del leader libico Gheddafi e, successivamente, in vista della Revisione universale periodica, nell'ambito del Consiglio Onu dei diritti umani, che a novembre riguarderà anche la Libia.

OPPOSIZIONE ATTACCA SU ISLAM E VISITA
- "Parole pericolosissime", dice Mario Borghezio, europarlamentare della Lega e per Rosy Bindi del Pd viene violata "la dignità delle donne italiane" mentre Francesco Storace giudica "intollerabile" il suo "show sulla fede": piovono critiche dall'opposizione sulla visita romana di Muammar Gheddafi e sulle sue parole per un'Europa islamizzata. Da Idv, Lega, Pd e Udc si attacca: Livia Turco dal Pd chiede a Berlusconi di riferire in parlamento al termine della visita del leader libico. "I vertici internazionali - dice - lo sappiamo, costituiscono sempre un momento importante a patto, però, che al centro vi siano gli interessi del Paese e non servano esclusivamente per qualche interesse particolare". Per l'Idv "Berlusconi finisce per rendersi complice non solo della sorte dei tanti disperati ricacciati nel deserto libico ma di una nuova umiliante violazione della dignità delle donne italiane, come afferma la vicepresidente della Camera Rosy Bindi. "Solo nell'Italietta berlusconiana che si compiace di barzellette e battute misogine - afferma Bindi - e che ha incoraggiato una nuova forma di mercificazione del corpo della donna è possibile assistere alla celebrazione così imbarazzante e subalterna di un personaggio come Gheddafi. Purtroppo non c'é da stupirsi - aggiunge - per lo spettacolo offerto agli italiani con l'avallo del nostro governo. Invece di chiedere ragione delle condizioni di vita di migliaia di migranti, il governo Berlusconi si presta ad offrire un palcoscenico a chi per fare la sua propaganda pretende di circondarsi di belle ragazze. Ma così Berlusconi finisce per rendersi complice non solo della sorte dei tanti disperati ricacciati nel deserto libico ma di una nuova umiliante violazione della dignità delle donne italiane" "Qualcuno ricordi a Gheddafi che l'Europa è cristiana. Gli show sulla fede sono intollerabili" afferma Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. E la richiesta di Gheddafi di avere centinaia di avvenenti ragazze ad attenderlo al suo arrivo in Italia suona tanto come istigazione alla prostituzione, tuona il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica, per il quale a Gheddafi non è bastato fare spregio dei diritti umani deportando i profughi nei lager costruiti nel deserto, ignorare la responsabilità gravissima di aver appoggiato il terrorismo internazionale e prendere in giro gli italiani rimpatriati dalla Libia che non ha ancora indennizzato: ora ha voluto anche ricostruirsi il suo harem con hostess italiane, reclutate per avvenenza e disponibilità. E chi meglio poteva assecondarlo nei suoi desideri se non il satrapo Silvio Berlusconi?" Il senatore della Lega Piergiorgio Stiffoni, sentendo parlare di Europa islamizzata, commenta: Dopo Boumedienne, allora presidente algerino, nel 1974 quando all'Onu disse che sarebbe stato il ventre delle loro donne a dare loro la vittoria nella sopraffazione dell'occidente, ora Gheddafi si contorna di una platea femminile per mandare i suoi messaggi. L'Islam non viene in pace ma per conquistarci. Il circo mediatico organizzato per accogliere il dittatore Gheddafi serve a coprire le scomode verità che si nascondono dietro il Trattato Italia-Libia, dice Mario Staderini, segretario di Radicali italiani. Per Giampiero D'Alia dell'Udc la visita di Gheddafi a Roma "si sta trasformando in un'indegna sceneggiata". "Mi chiedo come mai i leghisti non si indignino sull'ultima perla del dittatore libico, quella sull'Islam religione d'Europa. Forse anche Bossi, dopo Berlusconi, ha chinato la testa alle cattive abitudini del leader libico e pensa di mandargli Miss Padania a sollazzarlo?".

 

Hot topic


Who's Online

 10 visitatori online

escort bayan escort bayan