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Home Economia Finanza Trichet: 'Politica porti avanti decisioni'

Trichet: 'Politica porti avanti decisioni'

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Borse europee in sofferenza (Ansa)La Commissione europea "non sta lavorando" su un'ipotesi di default della Grecia. Lo ha detto Amadeu Altafaj, portavoce del commissario per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn. "E' una questione di impegno politico" assunto nei confronti di Atene, ha detto ancora il portavoce. La Commissione europea è "preoccupata per le incertezze e il nervosismo" che continuano a dominare i mercati, ha aggiunto Altafaj. Commentando il rapporto sulla sostenibilità delle finanze pubbliche reso noto oggi a Bruxelles, Altafaj ha comunque sottolineato che la Commissione non fa dell'allarmismo ma guarda comunque con preoccupazione a quanto sta accadendo sui mercati e anche agli effetti derivanti dal previsto rallentamento della crescita economica.

TRICHET, APPELLO A POLITICA, PORTI AVANTI DECISIONI - I governatori delle banche centrali dei maggiori paesi lanciano un messaggio a governi, politica e istituzioni di tutto il mondo affinché "portino avanti tutte le decisioni prese in maniera rapida e totale". E' quanto afferma il presidente della Bce Jean Claude Trichet al termine del Gem di cui è presidente alla Bri. Trichet ha rinnovato l'impegno all'Europa di portare a compimento le decisioni sulle governance prese lo scorso 21 luglio.

BANCHE MONDIALI PRONTE A FORNIRE LIQUIDITA' - Le banche centrali di tutto il mondo sono pronte a fornire tutta la liquidità necessaria al sistema finanziario. Questo il messaggio dai governatori degli istitui centrali di tutto il mondo riuniti per il Gem alla Bri. "E' una convinzione espressa da tutti" ha affermato il presidente del Gem Jean Claude Trichet secondo cui gli istituti centrali "sono all'erta e pronti ad agire a seconda dell'evoluzione della situazione" e dispongono ancora "delle munizioni necessarie".

C'E' RALLENTAMENTO ECONOMIA MONDIALE - "Vediamo un rallentamento dell'economia mondiale - ha aggiunto Trichet - e particolarmente in Europa ma questo non vuole dire che ci sia recessione, piuttosto non ci sarà lo stesso tasso di crescita sperimentato recentemente".

COMMISSIONE UE: NUOVE MISURE ITALIA SE ENTRATE INFERIORI AD ATTESE - L'Italia deve essere pronta a prendere "misure aggiuntive qualora le entrate derivanti dal fisco siano minori di quanto previsto e se vi fossero difficoltà a tagliare la spesa come stabilito": è quanto rileva il rapporto 2011 della Commissione Ue sullo stato delle finanze pubbliche dell'Unione. Un "credibile e duraturo consolidamento delle finanze pubbliche, e l'adozione di misure strutturali per rafforzare la crescita, sono le priorità del momento per l'Italia", considerato il "livello molto elevato del suo debito pubblico, che è attorno al 120% del pil nel 2011".

ALTA TENSIONE A MILANO (-3,6%) - Prevalgono ancora le vendite in Piazza Affari, con il Ftse Mib in calo del 3,64% a 13.510 punti dopo oltre 4 ore di contrattazioni, con Unicredit (-8,38% a 0,7 euro) maglia nera dopo un congelamento al ribasso nel corso della mattinata. Il titolo sconta i timori di un possibile taglio al rating dei colossi francesi Credit Agricole, Societé Genberale e Bnp da parte di Moody's, a seguito dei rinnovati timori sulla situazione della Grecia.

SPREAD BTP-BUND A 375 PUNTI - Poco mosso lo spread Btp-Bund dopo i risultati dell'asta Bot di oggi che hanno evidenziato un netto aumento dei tassi e un rallentamento della domanda. Il differenziale di rendimento tra i titoli decennali italiani e tedeschi oscilla a 375 punti.

GRECIA; SPREAD CON BUND SFONDA 2.000 PUNTI - Sfonda anche quota 2.000 punti lo spread tra i titoli di Stato decennali della Grecia e il bund tedesco. Il differenziale di rendimento si è ampliato di 173 punti base a 2.052 punti, un livello mai raggiunto dai tempi dell'introduzione dell'euro nel 1999.

COMMISSIONE UE, PIU' SFORZI STATI SOTTO ATTACCO, SALE DEBITO PUBBLICO - "Gli Stati membri sotto la pressione dei mercati devono continuare a lavorare sui loro obiettivi di consolidamento delle finanze e, se necessario, prendere ulteriori misure": questa la raccomandazione contenuta nel rapporto 2011 sulle finanze pubbliche della Ue. Il debito pubblico della zona euro continua a salire e raggiungerà l'88,7% del pil nel 2012, un aumento di oltre 20 punti dal 2007, quando era a quota 66,3%. E' quanto riporta il rapporto della Commissione Ue sullo stato delle finanze pubbliche dell'Unione.

SCHAUBLE; SENZA OK TROIKA RIVEDERE AIUTI GRECIA - Se la troika verificasse che gli impegni presi dalla Grecia non sono stati rispettati, "allora il pagamento della seconda tranche (di aiuti) dovrebbe essere discusso nuovamente": lo ha detto oggi il portavoce del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble riferendosi alla Grecia. Secondo quanto ha detto ieri il commissario per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, "una volta che la Grecia rispetterà le condizioni, il lavoro di verifica della troika Ue-Bce-Fmi potrà essere completato entro la fine del mese".

MOODY'S, TIMORI DEFAULT GRECIA PIU' FORTI - "Le ipotesi che la Grecia possa fallire a causa del debito pubblico sono cresciute di nuovo". Lo sostiene in una nota Melanie Bowler, analista di Moody's, secondo la quale "la crisi dovuta al debito sovrano dell'area dell'euro è ancora lontana da trovare una soluzione". L'analista aggiunge che "la sospensione dei colloqui sul salvataggio della Grecia tra l'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale la scorsa settimana non ha fatto bene al mercato dei titoli di stato". Il quadro complessivo, inoltre, risente delle "preoccupazioni per i dati deboli sul terzo trimestre attesi nel corso della settimana".

RECORD TASSI BOND GRECIA A 10 ANNI, OLTRE 21%  - Nuovo record per i rendimenti dei titoli di Stato decennali della Grecia: il tasso è salito al 21,15%, un livello mai raggiunto dai tempi dell'introduzione dell'euro.

OCSE, SUPERINDICE RALLENTA ANCORA, -0,5% A LUGLIO - Il superindice Ocse a luglio continua ad indicare "un rallentamento dell'attività economica nella maggior parte dei paesi Ocse e delle maggiori economie che non sono membri". Lo si legge in una nota dell'organizzazione parigina. L'indice per l'area Ocse è sceso a luglio dello 0,5% a 101,6 punti, segnando il quarto calo mensile consecutivo. Il rallentamento è particolarmente consistente per Germania (-1%), Italia (-0,8%) e Canada (-0,7%). Seguono Francia, Usa (entrambe -0,6%) e Gran Bretagna (-0,5%). Stabile invece il Giappone, per il quale le previsioni continuano ad indicare "un potenziale punto di svolta nell'attività economica". Tra le economie emergenti, il rallentamento maggiore lo segnano Brasile (-1,7%) e India (-0,8%). Cali più contenuti per Cina (-0,2%) e Russia (-0,3%).

 

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