La maggiore riforma finanziaria americana dagli Anni '30 incassa il via libera definitivo dalla Camera. E si prepara all'esame del Senato, il cui voto non è atteso prima della metà di luglio.
La riforma "tutelerà - afferma il presidente Barack Obama - la nostra economia da future crisi" e rappresenta una "vittoria per tutti americani" che hanno subito le conseguenze "dell'irresponsabilità e dell'impudenza" delle banche che si é tradotta nella perdita di milioni di posti di lavoro. Soddisfatto anche il segretario al Tesoro Timothy Geithner, secondo il quale la "storica riforma" protegge i consumatori e gli investitori.
Dopo un anno di dibattito, la Camera con 237 voti a favore e 192 contrari approva un vasto progetto di riforma, messo a punto per evitare il ripetersi di una crisi come quella subprime e che potrebbe tradursi per le banche in obbligati cambiamenti strutturali e utili sotto pressione. Il presidente Barack Obama dovrà però attendere ancora qualche settimana per incassare quella che sarà la sua seconda grande vittoria, dopo la riforma sanitaria: la forte opposizione dei repubblicani e la morte del senatore Robert Byrd hanno rallentato la tabella di marcia, che puntava all'approvazione definitiva e alla firma del presidente entro il 4 luglio.
"La festa è finita" ha detto la speaker della Camera Nancy Pelosi poco prima che iniziassero le votazioni. Ora l'attenzione é tutta sul Senato, dove i democratici non hanno i numeri necessari per l'approvazione e di conseguenza hanno bisogno dell'appoggio dei repubblicani. Il Senato esaminerà la riforma dopo la pausa del 4 luglio, il che significa dopo un significativo periodo di tempo che offre agli oppositiori del progetto un'ulteriore chance per farlo deragliare.
In Senato democratici controllano 59 seggi, meno di quelli necessari per il via libera, attualmente 58 con la morte del senatore Robert Byrd. Figura chiave è ora divenuta Scott Brown, il nuovo senatore repubblicano del Massachusetts. Nelle oltre 2.000 pagine di testo approvate dalla Camera è stata abolita la tassa da 19 miliardi di dollari sull'industria bancaria, sostituita da un meccanismo alternativo - messo a punto per favorire l'appoggio dei repubblicani - che prevede la conclusione prima del previsto del Trap e un aumento delle entrate della Fdic.
La riforma prevede la creazione di un'autorità per la tutela dei consumatori all'interno della Fed, più poteri alle varie autorità federali per chiudere o imporre uno 'spezzatino' delle società che pongono dei rischi sistemici e una stretta alle prese di rischio delle banche. La riforma "renderà il nostro sistema finanziario più trasparente: le transazioni complesse che in passato sono sfuggite al controllo saranno ora alla luce del sole.
E metterà fine all'idea che una società è troppo grande per fallire e, quindi, può godere del salvataggio dei contribuenti. La riforma - osserva Obama - prevede inoltre la Volkcer Rule che obbliga le banche a non mettere a rischio i risparmi di milioni di americani". "Il futuro economico dell'America - mette in evidenza Obama - dipende da forte sistema finanziario in grado di fornire alle famiglie i capitali di cui hanno bisogno e di aiutare le imprese a crescere e assumere".





